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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa:

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Di vespa (del 31/03/2007 @ 04:05:00, in News , visitato 497 volte)

Sottoscrivete e fate girare questo appello di Emergency.

"Per la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi"

Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani. 
Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando "con i cavi elettrici". 
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia. 
Domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un "alto meeting sulla sicurezza nazionale" presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli cinque giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data. 
 

Anche tu puoi aderire su http://www.emergency.it/appello/index.php?ln=It

 
Di vespa (del 29/03/2007 @ 03:10:51, in News , visitato 1334 volte)

Piccole cose.
Sono le piccole cose.
Non è la rivoluzione.
Non è il dissesto climatico.
Non sono le dinamiche che ci passano sopra la testa.
Sono le piccole cose.
Non è la guerra, non è la fame, non è la miseria, non è la malattia.
Ma le cose piccole.
Ti dicono: lavora più ore.
Allora tu prendi e lavori più ore.
Ti dicono: buttati a terra e cammina a testa in giù dalla Mole ai Murazzi per tre volte.
E tu pigli e fai su  giù.
E' regolare, no?
Cosa ci vuole?
Ti lascia la fidanzata?
E che sarà mai?
Si rimedia (più o meno, si fa per dire...)
Il database dell'università ha cancellato tutti i tuoi esami?
Non facciamone un dramma.
C'è il CEPU.
Sono le piccole cose, il vero problema, non tutto questo.
Rimani senza casa.
Eeeeeh! Bastasse questo...

Oggi devo fare la visita oculistica per l'iscrizione a scuola guida.
Ecco, passati i trent'anni da un pezzo, sono queste piccole, piccolissime cose
che destabilizzano completamente il mio sistema di vita.

 
Di vespa (del 26/03/2007 @ 23:44:40, in News , visitato 652 volte)



E nel weekend è apparso il toretto venuto dallo spazio, dentro la mezzaluna di piazza Vittorio all'angolo con via Po, tutto ricoperto da vernice argentata. Vandali? La mano di un artista? Doppio gioco? O un segnale venuto da Area 51 via Musiné? Il mistero aleggia...



Tra l'altro c'è anche chi si occupa di censirli e fotografarli su TORET.

 
Di vespa (del 25/03/2007 @ 21:11:05, in News , visitato 3262 volte)

      

Se mai Moccia dovesse capitare su questo blog, spero che non prenda male queste critiche e non pensasse ad una specie di accanimento. Diciamo che l'interesse che nutro nei suoi confronti è dovuto al fatto che capisco e non capisco la presa dei suoi libri su un pubblico così vasto e trasversale. Anzi i fenomeni di emulazione e di moda scatenati dalle sue opere rappresentano un aspetto affascinante e ammirevole.
I lucchetti su ponte Milvio sono l'esempio più lampante di questo. Da Roma, la faccenda si è diffusa un po' in tutt'Italia. Qui sopra ci sono i lucchetti torinesi del ponte di piazza Vittorio, di cui avevo gia scritto a dicembre, e che nel frattempo sono aumentati. Soprattutto questo primo post su Moccia ha raccolto i commenti da un po' di ragazzi sparsi nel resto d'Italia, a dimostrazione che da Tre Metri in poi il Blob Moccia, non si arresta.

      

Ho voglia di te...ma magari noi no. Parlo di blob, perchè in qualche modo i sentimenti vengono impastati in un enorme blob adolescenziale e post adolescenziale, tra melassa e realismo degli stessi.
Ma del resto non c'è stato decennio che non abbia avuto i suoi casi giovanil-letterari. Mi ricordo Porci con le Ali (anni' 70), Voglio Sposare Simon Le Bon (anni'80), Siddharta sponsor by Jovanotti (anni '80/90), Io speriamo che me la cavo (anni' 90), Tre Metri Sopra il Cielo (2000) e di sicuro ne sto dimenticanto tanti altri.

      

La domanda che comunque ci poniamo è: quanto andrà avanti la saga? Per il momento siamo a quota 3.
Stiamo a vedere...

 
Di vespa (del 23/03/2007 @ 19:23:27, in News , visitato 1879 volte)

Ricevo e pubblico con piacere questa mail:

"Leggo l'articolo che hai firmato sulla Stampa e che parlerebbe di dove la sera si possa mangiare, forni, kebabbari, porcari....e mi risento molto dell'assenza dell'unico e insostituibile Gino Panino.
So che tutti avranno un posto preferito e ti diranno che il loro è il migliore e che avresti dovuto inserirlo,ma questo è un discorso diverso: Gino NON è il mio preferito. Quello che in anni e anni di ricerche scientifiche sul miglior panino del miglior porcaro ha vinto senza tema di smentita...
Ora potrei andare avanti per ore, ma poi si finirebbe nella tragedia x cui già riceverai molte + lettere sdegnate x l'assenza di un kebabbaro in quell'articolo che non commenti a qualche post sul tuo blog che analizza argomenti decisamente più seri e l'amara riflessione su questa generazione debosciata che si interessa + alle pizzette che ai talebani sarebbe troppo, quindi, nell'attesa di vederti nel cuore della notte da Gino a mangiare col capo coperto di cenere ti saluto....scherzi a parte come va? tutto bene?
"
                                                                                                                                          Il Rampa

                        


Caro Rampa, l'articolo in questione non aveva la pretesa di coprire tutte le attività aperte di notte perchè sarebbe impossibile, ma su Gianni Panino ti do pienamente ragione: è stata una svista imperdonabile.
Cmq, sapendo che la mappa era solo un primo passo, è in cantiere la mappa numero due che uscirà fra qualche tempo in modo da rendere giustizia a tutti. Gino in primis! 

 
Di vespa (del 23/03/2007 @ 02:59:56, in News , visitato 7537 volte)

L'altra notte (mercoledì) a Roma, Alfredo Maria Capaldo ,un giovane di 23 anni, è morto. La sua Mini Cooper ha sfondato a tutta velocità il parapetto del Ponte Palatino, nel centro della Capitale, ed è finita nel Tevere.

        

Non sarebbe ora di dire che questa è UNA STRAGE CONTINUA e non è soltanto la strage del sabato sera?
Ho raccolto in questi giorni il pensiero di Andrea Frola, un noto dj torinese, che coincide perfettamente con il mio.

"In Italia è ormai da più di una quindicina d’anni che si parla di stragi del sabato sera. Mi ricordo che quando ero ragazzino se ne parlava già nella zona di Susa per le uscite dalle birrerie. In tutto questo tempo non è cambiato il modo in cui se ne parla soprattutto nel mondo dell’informazione cioè cercando l’effetto scandalistico e sensazionale, senza riflettere meglio sulle possibili soluzioni.
Io sono un caso limite: ho il terrore delle automobili e delle lamiere. Alle volte scappo anche da una macchina la cui velocità massima è i 40 km all’ora.
Detto questo penso che il maggiore responsabile del problema sia il mercato che mette in circolazione mezzi sempre più potenti con prestazioni da Formula Uno che poi vengono dati in mano a neo patentati e a ragazzi poco più che ventenni. Penso alla pubblicità che non fa altro che alimentare il culto della velocità, dettando uno stile di vita sbagliato fin da quando si è bambini: avete mai fatto caso ai piccoli che già a 5 o 6 anni si mettono a fotografare col videofonino i bolidi parcheggiati in strada o la Ferrari ferma al semaforo? O al cinema in cui siamo tempestati da pellicole come “Need For Speed” dove si vedono corse spericolate dall’inizio alla fine e poco serve che  ci sia una bella donna che ti dica di non ripetere le imprese che vedi sullo schermo. Il tutto, unito alla mancanza di senso del pericolo di molti giovani, crea un mix letale insieme all’abuso di alcool e di droghe. In questo circolo poco virtuoso le discoteche rappresentano davvero l’anello debole. Basti osservare che in un club, visti i prezzi delle consumazioni, solo una minima percentuale di pubblico supera il secondo drink.
Difficile individuare un’unica soluzione. In Inghilterra e Germania la politica del guidatore sobrio ha avuto successo, qui in Italia invece no. Personalmente sono convinto che si debba creare un tavolo di discussione in cui fare incontrare locali notturni, produttori di alcolici e automobili, i gestori delle strade e autostrade, pubblicitari, genitori e istituzioni. E’ un’utopia?"

 
Di vespa (del 22/03/2007 @ 18:18:15, in News , visitato 534 volte)

In occasione del terzo appuntamento con Re-Writing venerdì 23 marzo dalle 17 in poi al Circolo Amantes publico un'intervista che ho fatto a Grasshopper, uno degli artisti che si esibirà in questa nuova tappa. (Qui sotto l'opera realizzata la scorsa settimana da Microbo, BO 130 e The Don).

 

Torino è stata storicamente una delle prime città in Italia dove è attecchito il fenomeno del writing. Uno dei primi artisti apparsi sulla scena è Grasshopper, il cui nome di battaglia si è disegnato nel tempo in molti luoghi cittadini.
Come sono stati gli inizi? 
Ho mosso i primi passi in questo campo nell’84 grazie al mio incontro con l’hip hop e la musica rap. All’epoca frequentavo i ragazzi del Regio, ma i primi “pezzi” ho incominciato a farli nell’85, anno in cui si può dire che questo fenomeno sia sbarcato sul territorio nazionale. La nostra città insieme a Milano, Bologna, Firenze, Roma e Brindisi è stata tra le prime a recepire questa nuova forma d’espressione, completamente importata dagli Stati Uniti. Per questo, siccome in pochi potevano fare viaggi oltreoceano, in quella fase storica eravamo molto isolati e le influenze più importanti le abbiamo acquisite facendo frequenti trasferte a Parigi e in Francia, dove questa cultura è molto sviluppata. A differenza di oggi, una volta si facevano solo tre o quattro pezzi all’anno. Adesso c’è una produzione quasi su scala industriale anche perché nel frattempo si sono sviluppati i materiali e gli strumenti, una cosa che tocco con mano ogni giorno anche nella mia professione di grafico. 
Com’è adesso la situazione del writing a Torino e in Italia? 
Per fortuna ci sono tantissimi writers in circolazione. Il lato positivo è che negli anni passati bastava fare anche uno sgorbio su un muro perché chiunque si fregiasse di questo titolo. Ora invece c’è una maggiore scrematura ed è molto calato il fenomeno delle tags o del puro gesto vandalico in favore di altre correnti della street art come per esempio gli adesivi. Personalmente continuo ancora a pensare che il writing sia un fenomeno unico ed eccezionale. Infatti, quando mai si è visto nel corso della storia che dei giovani che volessero fare i ribelli si siano dati all’arte? Mi sembra che rimanga uno dei metodi migliori per dare libero sfogo alla proprie pulsioni, uscendo fuori per di più dai vari fenomeni giovanili massificanti. 
Cosa pensi delle leggi che puniscono i graffiti?
Le leggi sono sempre state molto rigide nei nostri confronti, ma fa parte del gioco. Tanti probabilmente, se non fosse proibito, non farebbero i writers. Il problema vero però è sempre il “chi giudica chi”. Ovvero chi può giudicare cos’è arte da cosa non lo è? 
E’ ancora forte il legame tra writing e musica? 
Nel writing puro è ancora forte, nelle altre correnti dell’arte di strada è tutto un po’ confuso. Da questo punto di vista, era più semplice quando eravamo in pochi, anche se non dico che fosse meglio.

 
Di vespa (del 20/03/2007 @ 17:44:49, in News , visitato 1175 volte)

        
Andrea Pedrana presenta il suo romanzo d'esordio, scritto insieme a Roberta Pellegrini, giovedì 22 marzo alle 18,30 al The Beach (...). A fare due chiacchiere con lui ci sarò io e Vera Schiavazzi, dopodichè ci sarà un intervento live dei Mirafiori Kidz insieme a qualcuno dei mitici Truzzi Broders.
Il libro, con la prefazione di Lella Costa, contiene la nostra Torino e un vasto mosaico di personaggi che si animano al suo interno.
La cosa che lo rende unico però è lo sguardo di Andrea, profondo e laterale al tempo stesso.
La città che racconta è una trama fitta di segnali, messaggi in codice, citazioni, e-mail, pezzi di altri libri, flussi di coscienza e rigore narrativo, telefonate, discorsi allo specchio, incontri all'ultimo respiro e canzoni.
Vite raccontate in punta di penna che ci restituiscono un mondo che non avremo mai pensato di conoscere: la Casa di Tolkien, appunto.

 
Di vespa (del 20/03/2007 @ 01:20:43, in News , visitato 664 volte)

      

Ieri sera sono finito casulamente alla presentazione di un libro nell'aula magna dell'Istituto Avogadro. L'uomo al centro della foto, piccolo, piccolo, è Piero Fassino. L'auditorio era tutto più o meno coinvolto nei partiti, nelle istituzioni e negli organi di informazione. Ho visto tante palpebre cedere lentamente, Grissino di Ferro è di una noia e di una seriosità che ha quasi del sublime nell'inesorabilità della sua corsa. A fianco, insieme a personaggi come Benvenuto e Morgando, sprofondato con serenità olimpica nella sua sedia, c'era un grande vecchio: Dino Sanlorenzo, autore di "Fra storia e memoria: ideali e passioni politiche nella sinistra di ieri e di oggi 1945 - 2007".
Sanlorenzo è un comunista d'altri tempi, di quelli che non ne fanno più, un illuminato.
Alla fine parla anche lui. Racconta della sua esperienza con gli immigrati, dice che a Torino ce ne sono 120.000. "Sono il nostro futuro. Fra qualche tempo ci saranno quelli di nuova generazione che avranno diritto di voto. Cosa stiamo facendo per loro? Facciamogli aprire dei circoli ARCI e pretendiamo che facciano la tessera (serio). In questa città in cui c'è una grossa fetta di persone che non sarà mai civile, c'è una nuova umanità, più fresca. Se prendete il tram 4 e 10, trovate concentrato insieme il nord e il sud del mondo. E vogliamo parlare dei salari? Avete visto ieri sera il programma che intervistava gli operai Fiat? Una donna, dopo 27 anni di lavoro guadagna 1000-1100 euro. E chi è sopra di lei? Un manager di medio livello ne prende 1800 e un top manager 3800. C'è un grosso problema salariale in questo paese. Vi rendete conto che tanto l'operaio che il manager guadagnano pochissimo se paragoniamo il loro stipendio a quello di un qualunque parlamentare? E tutti questi politici che quando parlano non si capisce nulla. Perchè nessuno parla in modo più semplice. A me Amendola ha insegnato come tenere un comizio: bisogna mettere un concetto, un esempio e la conclusione. Basta. Semplificare tutto."
E così via, a ruota libera. Ha raccontato una caterva di sogni, parlava di un mondo ideale e del mondo come dovrebbe essere.
Ma intanto Fassino guardava fisso la rivista che aveva sotto il naso, scarabocchiando qualcosa di non meglio precisato
. Chissà cos'ha ascoltato...

 
Di vespa (del 19/03/2007 @ 19:59:52, in News , visitato 600 volte)

GRAZIE GINO, GRAZIE EMERGENCY.

 
Pagine: 1 2
info@nohay-banda.it





Titolo

 

2010

I cattivi dj's vanno all'Inferno


Titolo

Radio Popolare di Milano corrispondente per Zoe
Radio Centro 95 corrispondente per Cocina Clandestina




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