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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa:

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Di vespa (del 29/04/2007 @ 22:26:53, in News , visitato 541 volte)

"Ha cinquant'anni: è ancora giovane."
Me l'ha detto ieri il mio capo - dice lei - anzi la mia capa.
Quindi? dico io.
- Non ti piace Second Life?
Secondo me è una bolla che si sgonfierà presto.
- Guarda che sta crescendo in modo vertiginoso...
Io sono di un altro tempo anche se di un tempo contiguo a questo. Continua a darmi un brivido negativo il fatto che si possano spostare e far circolare miliardi con l'immateriale e che ci sia una corsa sfrenata al massimo dell'impalpabilità.
- Però non è così virtuale, le persone partecipano a qualcosa, si incontrano su un piano meta-reale.
Non ci sto dentro.
- Lo so.
Ma cosa c'entra la frase della tua capa?
- Vuol dire che Second Life risponde a questo problema della nostra società in cui i 40, 50, 60, etc. enni si sentono ancora giovani e Second Life gli dà una seconda giovinezza o cmq l'opportunità di vivere un tempo cristallizzato. Hai mai visto vecchi su Second Life?
 Non ci sono mai andato sopra.
- Beh, facci caso.
Cmq, se non sento il bisogno di Second Life vuol dire che sono ancora giovane sul serio e non per procura!
- Magari ti ordino un altro mojito...

 
Di vespa (del 26/04/2007 @ 00:25:16, in News , visitato 2047 volte)

                           

Per i prossimi 15 giorni scriverò un po' più a fatica: purtroppo è il destro.

 
Di vespa (del 24/04/2007 @ 04:14:02, in News , visitato 576 volte)

    

Questa scritta, dall'inglese incerto, fa bella mostra di sè all'altezza del civico 8 di via Nizza. E' aperta la gara d'intepretazione: con queste barriere divisorie del cantiere sul lato di Porta Nuova si vuole alludere che la zona è stata chiusa e recintata come fosse una prigione? Chi l'ha lasciata forse pensava al Bronx piuttosto che ad Alcatraz? Alcatraz è il soprannome di qualcuno? Si accettano suggerimenti.

 
Di vespa (del 21/04/2007 @ 04:24:53, in News , visitato 1710 volte)

     

Ho visto Reset, lo spettacolo di Beppe Grillo. Dal vivo non lo avevo mai visto prima. Avevo visto video, interviste ed altro, ma ciò nonostante non pensavo che il suo show avesse la carica, la rabbia unita alla passione civile, la forza travolgente, il livore tragico e contestatario, la vis comica e polemica che a tutti gli effetti ha.
Per chi non l'ha visto posso solo dire che è un vero pugno allo stomaco.
Non necessariamente si devono condividere tutti i suoi discorsi, ma è difficile non convenire sull'analisi dei massimi sistemi. Dall'informazione alla privatizzazione dell'acqua. Dalla Telecom all'usura. Dalla mafia all'Italia del Malaffare, quella degli Gnutti, dei Colaninno, dei De Benedetti e dei Tronchetti Provera.
Spara a zero Beppe Grillo.
Forse, alle volte, spara anche nel mucchio. Ma da ogni discorso schizzano sempre fuori delle schegge, se non di verità, sicuramente di realtà o forse semplicemente "fatti". Quei fatti di cui una volta i giornalisti puro sangue si facevano fregio di raccontare.
Non risparmia neppure il nostro sindaco che in questo video http://www.youtube.com/watch?v=NaU-7nTIBZM  rimedia una ben magra figura.
Spesso racconta cose che tutti noi conosciamo: la politica che non è più politica perchè è completamente staccata dalla realtà. Il bisogno di un'azione dal basso. L'urgenza di stringere un patto con l'ambiente.
Per cui alle fine di tutto, il mattatore genovese e il pubblico, si chiedono: che fare?
Tra le varie cose ci sono i Meetup.
In Italia ce ne sono attualmente 35.000. Quello di Torino conta 700 iscritti. Per iscriversi  e partecipare alle iniziative basta andare su www.antenneattive.org . Da maggio, ogni mercoledì sera, incontri con esperti di vari settori, dal clima alle banche, presso l'istituto Avogadro.

 
Di vespa (del 19/04/2007 @ 23:31:01, in News , visitato 852 volte)

Ieri sono stato a Milano.
E' da un po' che non ci andavo.
O meglio: che non ci andavo in macchina.
Ogni volta, comunque, mi sembra che i lavori sull'autostrada stiano sempre allo stesso punto e che non progrediscano mai. In più mi chiedo: possibile che bisogna sempre aspettare millenni prima di poter godere dei benefici di una grande opera pubblica?
Che, vabbeh, non è una domanda: è solo uno sfogo ingenuo.
Altra cosa: ho impiegato più tempo ad entrare in Milano all'ora di pranzo che a coprire la distanza tra Torino e il capoluogo lombardo. 
Non scherzo, ma dopo il casello c'è voluta quasi un'ora per arrivare dalle parti della Stazione Centrale.
In quest'ora scarsa la mia visuale si è bloccata su questa inquadratura fissa.

      

Se a questo aggiungi il traffico interno e il fatto che è praticamente impossibile parcheggiare e che un parcheggio a Porta Genova costa 3 euro all'ora ( che se rimani un'ora e un minuto paghi ugualmente - chettelodicoaffare - 6 euro) allora capisci che Milano è un po' come Detroit o Los Angeles.
Cioè vivi perennemente in automobile.
Anche se Milano ti dà delle enormi alternative: la Metro e i mezzi pubblici.
Un servizio che fa la differenza.
Tra l'altro, in questi giorni si svolge la Fiera del Mobile, per cui quasi tutti quelli che incontri per strada sembrano tutti artisti o designers.
Cioè lo sembrano tutti più di quanto non lo sembrino abitualmente.
In più, tutti quelli che ho incontrato a Torino in settimana e a cui ho detto che sarei andato a Milano, mi hanno tutti detto la stessa identica cosa: "Ah! Vai alla Fiera del Mobile."
Io: "No! Vado a vedere la mostra sulla Street Art al PAC."
Che poi, arrivato il giorno della partenza, ho rincontrato un minuto prima di salire in macchina un paio delle suddette persone, incontrate in precedenza, che mi hanno ripetuto: "Eeeh! Beato te che vai alla Fiera del Mobile."
(...)
La mostra sulla Street Art.
Va detto: gratuita.
Prorogata fino al 25 aprile.
Mi ha confermato nei miei dubbi.
Quand'ero adolescente ho frequentato la scena del Regio e in modo molto blando ho praticato il writing. Dopodichè mi sono appassionato semplicemente alla materia.
Non condivido per niente il fatto che i graffiti , che rientrano nell'alveo della street art, arrivino stabilmente in galleria o in un museo.
Ci vedo un tradimento della loro natura e del loro significato.
Un muro o un treno completamente ricoperti di disegni fatti con la bomboletta spray o con i pennarelli a testa grossa posso piacere o non piacere nella misura in cui possono regalarti un'emozione.
In questa esposizione non ho ritrovato i sentimenti fondamentali che sono alla base di questa arte.
Invece ho visto un'arte diminuita di forza in favore delle sue influenze principali.
Per cui si vede tanta grafica, tanto decorativismo, tanta pop art, tanto fumetto, tante forme estetizzanti, ma io non vi ho ritrovato quello che secondo me è il cuore writing cioè ribellione pura (un concetto che secondo me è alla base di tutta la vera arte, da Michelangelo a Picasso). 
Ho visto troppa voglia di essere commerciabili e di essere al contempo accettati.
Senza contare un segnale sgradevole.
In vari punti della mostra ci sono riferimenti diretti o indiretti a Vittorio Sgarbi.
Un'operazione che a me sembra piaggeria anche quando non lo vuole essere come nel caso di un pezzo all'ingresso dove c'è un tizio che defeca sulla faccia di un simil-Sgarbi.
E che tocca il culmine in un enorme faccione occhialuto che campeggia sopra il desk con i cataloghi ufficiali e nella zona bazaar con l'invenzione della Sgarbie ( per inciso, per chi non lo sapesse, Sgarbi vende opere di street art su Tele Market).

     

Tutto ciò mi perplime.
Credo che alcune forme di espressione appartengano a luoghi precisi.
Così come credo che la strada rimanga un valore, forse desueto e re-interpretabile, ma pur sempre un valore ( non fatemi ripescare Kerouac, Fellini, Basquiat e Pasolini).
Sento già l'obiezione: se questi artisti si prestano al mercato, in realtà è perché si beffano del mercato stesso. Ok, ma non vi sembra che qua non si gioca con il fuoco, ma con un vero altoforno?
La mostra comunque è allestita molto bene e alcune opere meritano la visita.

     

Al ritorno.
Lo stesso traffico dell'andata.
Ciò nonostante a me - e qui mi renderò impopolare - Milano piace assai.
Forse non ci vivrei, però un po' del buono che c'è sotto la Madunina vorrei che ci fosse anche sotto la Mole.
Mi piace anche per le cose troppo milanesi cha a noi cugini-rivali non piaciono.
Cose che trovano la massima sintesi in immagini come questa: la sedia della Burberry con la tipica rivestitura e le gambe in pelle di coccodrillo esposta da Kartel.

     

 
Di vespa (del 18/04/2007 @ 22:06:41, in News , visitato 905 volte)

L'estate torinese 2007 si preannuncia molto calda, anzi rovente visto che a quanto pare anche questa sarà una delle stagioni più bollenti degli ultimi secoli (!!!).
Non ci sarà il Chicobum Festival e mi dispiace molto perchè  ci sono sempre andato molto volentieri e anche l'anno scorso ho fatto il pieno di concerti. Soprattutto, il fresco che faceva lì era impagabile.
Tuttavia Ivaldo, il suo patron, riaprirà il Barrumba a maggio. Ad Avigliana.
Il Traffic, nonostante il pesante taglio ai finanziamenti pubblici, promette sfracelli.
A me bastano Daft Punk + LCD Soundsystem.
Lo Spazio 211 poi, punta veramente in alto. Con SONIC YOUTH (sarà un'emozione, non li ho mai visti dal vivo, anzi quando tresmettevo a Radio Flash avevamo organizzato un pesce d'aprile annunciando che avrebbero suonato a sopresa al Palazzetto dello Sport: ci credettero a centinaia e noi lasciammo un cartello che spiegava lo scherzo sulla cancellata (sprangata) del Palazzetto), MUDHONEY e WILCO.
Ritornerà Colonia Sonora, di cui non conosco ancora il programma.
Hiroshima Mon Amour organizzerà eventi e concerti al TOSSIC PARK e a Settimo Torinese.
Io però vorrei lanciare una proposta.
Per una serie di motivi e incastri indipendenti dalla mia volontà ho passato parti consistenti delle ultime 2/3 estati in città, constatando che tantissimi per esempio a ferragosto non partono.
Ora perchè non si organizza un bel 15 d'agosto con feste di piazza, concerti e quant'altro? Anzi perchè non si prova a tenere in vita la città in tutti i week-end d'agosto e non  si estende questo concetto a tutte le festività e ponti assortiti?
E'  una cosa così matta?

 
Di vespa (del 17/04/2007 @ 17:07:19, in Il blog, visitato 601 volte)

    

In genere si scrivono le peggio cose sui cristalli delle automobili particolarmente sporchi. Ma c'è invece chi ne ha fatto un arte. Le opere di Scott Wade le potete vedere su www.dirtycarart.com .

     

 
Di vespa (del 14/04/2007 @ 13:09:37, in News , visitato 614 volte)

In questi giorni in cui si parla molto delle comunità cinesi in Italia, mi ha contattato un torinese temporaneamente in trasferta di lavoro in Cina. Questa è una sua piccola, ma molto significativa corrispondenza.

     

Ni Aho Fabrizio!
Ricordi il nostro orologio countdown a Torino2006 in Piazza Castello?
Bene, nella marcia di avvicinamento a Beijing2008 qui hanno pensato di fare la cosa ancora più in grande. Dunque hanno messo il countdown in quella che è la piazza più grande del mondo: Tienanmen.
Da non credere, nella stessa piazza 18 anni fa un omino armato di due sacchetti di plastica si mise davanti ad una fila di Tank impedendone l'avanzata quando l'esercito cinese intervenne con mitragliatrici pesanti contro la folla radunata in piazza Tienanmen, occupata da settimane da migliaia di studenti che reclamavano la lotta alla corruzione, risanamento dell'economia e avere più voce nelle scelte future del paese: 400, 800, non si sa ancora oggi quanti studenti  morirono. 
Oggi questo orologio vuole rappresentare in parte un colpo di spugna sul passato...
Per il governo cinese il 2008 deve servire proprio a consacrare definitivamente la propria normalizzazione, lo status di superpotenza "rispettabile".
Pechino - One World One Dream (...But The Passion Doesn’t Lives Here!!)
A presto!
Marco

      
 

 
Di vespa (del 13/04/2007 @ 13:58:27, in News , visitato 673 volte)

Torino, aprile 2007 

“Non vogliamo morire in silenzio”  
 

Cari amici, 
La necessità di rivolgerci a voi tramite queste note scaturisce dalle difficili condizioni di comunicazione e di accesso alle informazioni  in cui molti di noi, giovani collaboratori del Settore Politiche Giovanili del Comune di Torino si trovano attualmente, a fronte di uno scenario di “smantellamento” del Settore medesimo: una scelta politica mai ratificata ufficialmente, ma più volte ufficiosamente evocata negli ultimi mesi.   

Tuttavia, avendo nel frattempo avuto modo di confrontarci con gran parte dei soggetti coinvolti dalle attività del Settore in questi anni, crediamo di poter esprimere in modo più appropriato i nostri interrogativi nella forma di una lettera aperta, sperando di poter tenere insieme la questione di ordine politico più generale con alcune note riferite a casi specifici: non tanto per pretendere di incidere sul nostro destino di precari impiegati presso un'amministrazione pubblica, quanto piuttosto per farci testimoni e interlocutori pubblici di un problema che ci coinvolge da vicino (per il mancato rinnovo dei nostri contratti), ma il cui ordine di incidenza è assai più vasto. 

Il problema politico a cui ci riferiamo è il brusco cambiamento di rotta intrapreso dal governo della Città in merito alle politiche per i giovani. Siamo tutti consapevoli delle difficoltà che l'Amministrazione si trova ad affrontare per la riduzione dei trasferimenti dallo Stato previsti dalla Finanziaria e il grave livello di indebitamento ereditato dalle Olimpiadi (a conti fatti, 161 milioni di investimenti complessivi, di cui 40 soltanto destinati al completamento della metropolitana). Tuttavia l'ordine di priorità politica che l'Amministrazione intende perseguire rispetto ai suoi settori di competenza non può essere riferita strettamente a questioni di bilancio: esistono numerose possibilità di sviluppo delle politiche giovanili che possono fare affidamento su fondi non direttamente legati alla disponibilità economica della Città. Ma anche all'interno delle voci di spesa dirette crediamo che sia lecito porre alcune questioni fondamentali. 
Il dibattito sui tagli del bilancio 2007 ha avuto una certa eco sui quotidiani per ciò che riguarda la cultura, ma solo marginalmente si è interessato alla ventilata dismissione del Settore Politiche Giovanili. E' curioso notare, a questo proposito, l'incongruenza tra le attuali posizioni della Giunta – che cancella dal bilancio intere voci di spesa e, in prospettiva, il Settore nella sua totalità - e il quadro nazionale ed europeo che le stesse parti politiche disegnano.  Citiamo alcuni esempi: 
 

a.“ Il progetto europeo è giovane, in continua formazione e oggetto di continuo dibattito: per progredire, esso ha bisogno dell’ambizione, dell’entusiasmo, ma anche dell’adesione dei giovani ai valori su cui si fonda. È il momento di considerare la gioventù come una forza nella costruzione europea e non come un problema da gestire. Occorre dare loro i mezzi per esprimere le loro idee e confrontarle con quelle di altri attori della società civile” 

(Libro bianco della Commissione Europea “Un nuovo impulso per la gioventù europea”, 2001 
b.  il nuovo regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo (regolamento CE n. 1081/2006, 5 luglio 2006) stabilisce il campo di applicazione dell'intervento in un ambito immediatamente riconducibile alle politiche giovanili: si parla di “migliorare l'accesso all'occupazione e l'inserimento sostenibile nel mercato del lavoro”; “individuazione precoce delle esigenze con piani d'azione individuali ed un sostegno personalizzato”; “coinvolgimento delle comunità locali e delle imprese” e altro ancora (art.3). 
c. il programma “Gioventù in azione” 2007-2013 è entrato in vigore nel Gennaio 2007, secondo la Decisione n. 1719/2006/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, con uno stanziamento di 885 milioni di euro da destinare alle politiche giovanili. Il Governo italiano recepisce la Decisione con la costituzione di un'Agenzia nazionale (DL 27 dicembre 2006, n. 297), che attraverso bandi destinati a soggetti individuali, associazioni ed enti pubblici dà accesso ai fondi. 
d. Nel Documento di Programmazione Economica Finanziaria, presentato il 7 luglio 2006, il Governo ha fatto una scelta ben precisa: “ investire con forza anche sulla parte giovane del paese, sostenere e valorizzare le energie creative dei giovani. Investire nei giovani significa infatti investire nella ricchezza della nostra società di oggi e di domani.” In tal senso il Governo, attraverso il Ministero per le Politiche Giovanili si è impegnato “ad avviare un vero e proprio Piano Nazionale per i giovani che risponda agli obiettivi dell’accesso dei giovani alla casa, al lavoro, all’impresa, al credito e alla cultura.”  (Fonte DPEF 2007-2011, pag. 88)

Il Piano Nazionale Giovani, con una dotazione di 130 milioni di euro annui a partire dal 2007 (tra gli ambiti di programmazione del Fondo si vedano il concorso “Giovani idee cambiano l'Italia” e i Piani Locali Giovani con i Comuni, secondo la convenzione Anci del dicembre 2006), ha come principali obiettivi: 
• Agevolare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro 
• Sviluppare e valorizzare le competenze dei giovani 
• Favorire l’accesso alla casa e al credito dei giovani
Considerando questo scenario, che prospetta occasioni di investimento consistenti sulle politiche giovanili e ne evidenzia la priorità politica, è difficile comprendere le ragioni secondo cui il Governo della nostra Città ritiene di potersi sbarazzare di un intero Settore. Non è questa la sede più opportuna per ribadire il valore strategico dei progetti di punta delle politiche giovanili torinesi, volti in prima istanza ad agevolare l’accesso  al mercato del lavoro, all'integrazione e alla valorizzazione di iniziative altrimenti escluse dai percorsi istituzionali (servizi di collocamento, incubatori di imprese), alle politiche per la coabitazione e l'accesso alla casa. 
L'incongruenza pare ancor più evidente se si considerano le linee espresse dagli stessi soggetti politici nel promuovere in tempi assai recenti proprio questa “strategicità”; a titolo di esempio citiamo il documento di deliberazione del 25 Giugno 2003, per l'approvazione del progetto “Giovani e idee a Torino”, nelle parole dell'allora vicesindaco Calgaro: 
La Città considera la valorizzazione delle opportunità rivolte ai giovani una priorità, un pilastro nelle politiche cittadine volte a garantire l'immissione di nuove energie nel percorso di sviluppo delle attività economiche e sociali che Torino dovrà necessariamente fronteggiare nei prossimi anni. Il rilancio dell'area metropolitana torinese, e la sua competitività su scala nazionale e internazionale, dipende anche dalla sua capacità di promuoversi come territorio aperto ad accogliere l'innovazione e la creatività dei giovani. Per questa ragione è opportuno che la comunità metropolitana, attraverso l'articolazione delle sue forze attive, pubbliche e private, avvii iniziative, attraverso una metodologia ed un'organizzazione concertata, che provochino e promuovano la partecipazione dei giovani alle politiche di sviluppo e diano spazio con strumenti concreti alla sperimentazione di buone idee.” 
A meno che non si voglia considerare revocata l'intera linea di pensiero espressa in tale documento, le posizioni di Calgaro e le prospettive di quattro anni fa paiono ad oggi completamente vanificate e contraddette. Tanto più se si distingue tra il valore prioritario delle politiche giovanili tout-court e i vincoli di spesa della Città: un conto è sostenere che “tutto si può fare, spendendo di meno”, un altro conto è rinunciare alle politiche per i giovani. 
F
atte alcune considerazioni di carattere generale, è necessario entrare nel merito della gestione di questo frangente così drammatico per il futuro del Settore Politiche Giovanili e per i giovani collaboratori precari che hanno speso la loro professionalità e le loro competenze all’interno del Settore. Tentiamo di farlo in sintesi, ponendo due questioni fondamentali.  

a. Nel 2007 il budget complessivo del Settore Politiche Giovanili a Torino sarà ridotto del44%passando dai 2,5 a 1,4 milioni di €; i contributi alle Associazioni che sviluppano attività sul territorio in collaborazione col Settore saranno ridotti del 76% passando dai 300.000 a 70.000€. Se davvero la Città di Torino non ha soldi da spendere per i giovani, potrebbe farsi veicolo di accesso ai fondi che lo Stato, l'Europa e la Regione mettono a disposizione per questi obiettivi. L'elenco incompleto delle opportunità aperte è già stato illustrato in precedenza, perché la Città non sta usufruendo di queste risorse? 
b. Anche ammettendo che i soldi siano pochi, le priorità di spesa (contenuta) restano incomprensibili. Come giustificare la scelta di abbandonare fino ad esaurimento i progetti che avevano costituito ancora pochi mesi fa le azioni di punta del Settore e contemporaneamente mantenere la spesa per le iniziative di “occasione”, non direttamente riconducibili agli obiettivi di “immissione di nuove energie nel percorso di sviluppo delle attività economiche e sociali”? 
Alcuni esempi chiarificatori: i progetti “Case giovani” e “Giovani & Idee” vedranno rispettivamente tagliati i loro contributi da 30.000 euro a 10.000 euro e da 130.000 euro a 78.000 euro, con la prospettiva di essere definitivamente abbandonati entro l'anno successivo. Esiste inoltre una determinazione di spesa di 23.500 euro destinati a “Giovani & Idee” attraverso l'affidamento all'AICS, tuttora disponibile, che non verrà – a quanto pare – utilizzata. Infine non possiamo non ricordare che ancora con una deliberazione del 31 ottobre 2006 è stato approvato il progetto definitivo per l'edificio di via Cecchi 17, da adibire a “Officina delle Idee”, per un importo previsto di 12.900.000 euro e inserito nel Programma Triennale delle opere pubbliche 2006-2008. “Officina delle Idee” avrebbe dovuto essere la realizzazione fisica di una nuova sede per i progetti delle politiche giovanili e in particolare la definitiva sede del progetto “Giovani & Idee” 
A meno che non si voglia difendere l'imperscrutabilità delle scelte politiche e di bilancio – a detrimento della democraticità e della trasparenza istituzionale – ci sentiamo legittimati a richiedere adeguate ragioni che spieghino tali radicali cambiamenti nelle azioni di governo e di gestione. La Città di Torino, dopo 30 anni di vita del Settore Politiche Giovanili e dopo aver anticipato le civilissime istanze rivolte ai giovani che oggi vengono perseguite in ambito nazionale ed europeo (il progetto Melandri “Giovani idee cambiano l'Italia” parla da sé), decide di rinunciare a questa dimensione della sua attività di governo, di chiudere i contratti con i giovani precari che si occupavano di altri giovani e di lasciare questi ultimi senza referenti e con i progetti aperti, senza prospettive di conclusione. (Nota: solo “Giovani & Idee”,nelle suoi tre anni di attività ha accolto presso di sé più di 1500 giovani e accompagnato più di 500 proposte di progetto, con il lavoro di 6 addetti, di cui 5 con contratto di collaborazione coordinata continuativa). 


Tale richiesta finora è risultata del tutto vana, per ora abbiamo soltanto ottenuto informazioni ufficiose e mai ratificate riguardo alla futura morte dei progetti sopra citati e ora sentiamo la necessità di un confronto serio e diretto per mettere al corrente i collaboratori precari del loro destino e per chiedere all’amministrazione cittadina qual’è la linea politica , tuttora incomprensibile, che determina tali scelte e strategie. Per questo motivo vi chiediamo di sostenere la nostra richiesta d’incontrare pubblicamente il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e l’Assessore alle Politiche Giovanili, Marta Levi, attraverso la firma della petizione on line che potete trovare all’indirizzo www…  

 

E’ importante il sostegno di tutti, soltanto manifestando il proprio interesse e la propria preoccupazione nei confronti del futuro delle Politiche Giovanili a Torino possiamo ottenere risposte chiare e siamo ancora in tempo, se fossero confermati gli scenari descritti in questo documento, a far si che si apra un confronto proficuo con l’amministrazione sulle alternative possibili. 
 

Non vogliamo morire in silenzio… 

Saluti Precari

 
Di vespa (del 12/04/2007 @ 20:41:31, in News , visitato 699 volte)

      
            (Chiesa di Sant'Agostino di via Sant'Agostino ang. via Santa Chiara)

Ma voi avete mai visto Sid Vicious ad un corso base di evangelizzazione?

 
Pagine: 1 2
info@nohay-banda.it





Titolo

 

2010

I cattivi dj's vanno all'Inferno


Titolo

Radio Popolare di Milano corrispondente per Zoe
Radio Centro 95 corrispondente per Cocina Clandestina




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