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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa: Playlist
Di vespa (del 30/03/2009 @ 18:35:48, in News , visitato 2311 volte)
Poi, un giorno, ho incontrato il 18.
Fermata di via Genova, altezza Molinette.
Ore 14,30, teoricamente non proprio orario di punta.
Ignaro e in tuta, dopo una corsa al parco delle Vallere sono salito su questo lungo convoglio.
Zeppo all'inverosimile.
Una Babele ambulante.
Dico Babele perchè intorno a me si aggrovigliavano le lingue più disparate.
Mentre i passeggini mi camminavano sulla testa, avevo al fianco uno slavo della stazza "ti spiezzo in due" che urlava dentro al telefonino, tenendo la faccia a un palmo dal finestrino.
Passata la prima fermata ero già praticamente immobilizzato.
Guardo con invidia la rossa che sotto di me, seduta e indifferente, legge placida il suo free-magazine.
Un magrebino di mezza età, tra me e lo slavo, sta di guardia a due enormi balle di roba e intanto funge da vigile urbano, dirigendo e incastrando le carrozzine - almeno tre nel raggio di pochi metri - tutte di sue connazionali velate che stoicamente cercavano di non creare problemi al puzzle generale.
Dico puzzle perchè siamo tutti incastrati come tessere dentro un puzzle.
Infatti dopo poco, essendo vicino alla macchinetta obliteratrice, sono stato inserito d'ufficio nella catena umana che timbrava i bilgletti per quelli che non riuscivano a passare e che in alcuni casi erano anche oltre la metà del 18.
Man a mano il serpentone procede sempre più lentamente, perchè impiega sempre più tempo a chiudere le porte: la gente strabocca.
Verso piazza Madama il convoglio è arrivato al massimo della compressione, imbarcando una comitiva di africani. Ormai la sensazione è quella della metropolitana giapponese, dove le persone vengono spinte come sardine in barile.
Risultato: al culmine della congestione alcune persone non riuscivano neanche più a scendere.
Oltre agli immigrati - la maggioranza - c'erano studenti e molte signore anziane.
Dietro di me, una coppia di vecchiette ha parlato in dialetto per tutto il tragitto, ma un dialetto così crudo che pur essendo di origini terrone anch'io non sono riuscito a decifrare neanche di una virgola.
Tralascio gli odori, parlando dei suoni, ma gli odori c'erano.
Eccome.
Fortunatamente, anche se uso i mezzi, non devo usare di regola delle linee così affollate.
Quindi, anche se la situazione era al limite dell'invivibilità, ho aderito perfettamente alla concretezza quotidiana di questo viaggio.
Fino alla discesa davanti all'Accademia.
Insomma, questa è la Torino di oggi.
E di domani.
Questo è lo "streaming".
Lo streaming della città che preferisco e che manda tutte la madame in soffitta.
Soprattutto quelle del 56.
Di vespa (del 23/03/2009 @ 19:27:05, in News , visitato 322 volte)
Il 56 taglia in due la città,
come un coltello da torta fende un bunnet.
Da Parco Ruffini alla pre-collina.
Dal Palazzetto dello Sport alla Villa della Regina.
Quando attraversa il ponte di piazza Vittorio ed è primavera come adesso e la giornata è limpida e il vento increspa leggerissimamente il pelo dell'acqua e si sente un po' di tepore, ma non è ancora caldissimo, beh, è come fare una gita su un pulman turistico come quelli a due piani "sightseeing" che sono capaci di fermarsi in mezzo a corso Moncalieri all'ora di punta, creando ingorghi da paura, per ammirare la vista del Castello del Valentino.
In piazza Gran Madre, il 56 carica Sergio detto "Kocis" con la bandana sgargiante in testa da Indiano Metropolitano e il cartone di vino quando ha le palle in giostra e dà il due di picche al 13. Sul 56 parla "en piemonteis" e urla a squarciagola alle signore che si tengono il più lontano possibile, fino al fondo del mezzo : "Signoraaaaaaa!!! Vuole sedersiiiiiiiii!!!"
Tutt'intorno filippine con la borsa stretta al petto, badanti dell'Est che leggono Metro, peruviane che si fondono con il cellulare, al servizio dalle famiglie della zona.
Perchè dalla Big Mama ai colli, si respira un'aria "tanto per bene".
Troppo.
Poi ci sono le sciure (in milanese rende meglio...).
Stamattina ce n'era una, seduta con le gambe di lato come una beghina adagiata sul sedile posteriore di una Vespa e sul sedile davanti la nipote, con le trecce e la cartella.
Non ho potuto non cogliere il seguente stralcio di conversazione, della madama (mi ricordo anche un articolo della Litti che le declinava in "azza" e "erde") alla giovinetta.
"Per esempio in televisione un programma che ti consiglio assolutamente di vedere è Striscia La Notizia...perchè fanno vedere gli ospedali che non funzionano, i politici che non sanno lavorare e le strade che sono tutte rotte...ti puoi veramente formare una cultura e un'opinione...."
Dopo sono sceso alla mia fermata.
Sconvolto - si fa per dire - da quello scempio a cui avevo assistito...
Cazzo, ma una volta mia nonna mi diceva di studiare non di guardare Striscia la Notizia!!!!
Di vespa (del 19/03/2009 @ 00:52:09, in News , visitato 207 volte)
Di vespa (del 12/03/2009 @ 01:13:38, in News , visitato 283 volte)

In questa settimana ho iniziato a partecipare agli incontri con gli studenti delle scuole superiori torinesi che TOSS insieme a Libera sta organizzando per veicolare la campagna contro la mafia.

Martedì 10 marzo insieme a Stefano del Fluido e Diego Sarno ero all'istituto tecnico Majorana di corso Tazzoli.

Ho capito che l'attenzione degli studenti è variabile, ma soprattutto che è condizionata dagli orari in cui teniamo questi incontri. Quelli del Majorana sono stati molto attenti e reattivi perchè abbiamo iniziato di mattina presto, alle 9,30.

Mercoledì 11 marzo invece eravamo qui, nell'auditorium in comune del Luxemburg e del Copernico in via Plinio in zona Stazione Lingotto. C'era molta più gente e con noi c'era anche Davide Mattiello di Libera.
Parlare è stato un po' più difficile, gli studenti erano un po' più distratti perchè abbiamo iniziato a mezzogiorno cioè un'ora e mezzo prima della fuga da scuola.

Al di là di questo stupido retro-pensiero il tour nelle scuole è un'esperienza assolutamente vitale. Le domande che arrivano dai ragazzi - anche nella loro semplicità in alcuni casi - sono cose che mi fanno riflettere in prima persona. Fanno capire che abbiamo delle responsabilità nei confronti delle generazioni precedenti a cui possiamo raccontare la nostra storia purchè ci si attenga ad un livello di assoluta franchezza.
Abbiamo parlato di cocaina e di mafia, ma poi i discorsi riguardano sempre la vita e i principi della democrazia. Cose che nessuno può dare per scontati, a nessuna età.

Di vespa (del 08/03/2009 @ 03:32:15, in News , visitato 229 volte)

Una delle opere esposte da OPIEMME alla Galleria DIEFFE di via Porta Palatina 9. La mostra è già aperta come work in progress, ma l'inaugurazione ufficiale sarà il 18 marzo. Titolo dell'opera: Non C'è Futuro Per Tommi.
Di vespa (del 04/03/2009 @ 17:54:34, in News , visitato 240 volte)

Le maschere se ne vanno. Gianduia e Giacometta lasciano il Palazzo della Provincia come in un quadro dell'800.
Di vespa (del 02/03/2009 @ 17:12:54, in News , visitato 310 volte)

Si chiama "fissa" ovvero fixed bike. Sono leggerissime e non hanno i freni.

E' un vero movimento, sul web sono decine i blog dedicati. A Torino c'è 10Cento www.10cento.blogspot.com
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