Di vespa (del 26/10/2009 @ 16:36:46, in News , visitato 262 volte)
Ricevo e volentieri pubblico:
Non solo i lavori continuano, si derebbe anzi che, stiano provando a passare
innosservati... come vedete dalla foto, 10 giorni dopo aver costruito, ora
hanno ribassato: in pratica quasi 1metro di volumetria era dato, nella prima
versione dell'edificio, da una balaustra in cemento armato (finezza
progettuale) che adesso è stata segata (visibili in basso a sinistra i monconi
amputati e appoggiati a terra). Si direbbe dunque che qualcuno stia cercando di
correre ai ripari, se modificano ciò che era appena stato edificato nuovo. Il
tutto sempre evitando accuratamente ogni forma di evidenza pubblica.
Di vespa (del 22/10/2009 @ 02:56:48, in News , visitato 299 volte)
Ricevo e volentieri pubblico:
Avevo letto la lettera pubblicata da La Stampa, e mi sono stupita che non sia stata seguita da una replica o da espressioni di solidarietà.
E' davvero preoccupante che un edificio non grande ma sguaiato e vistoso come quello rimanga sotto gli occhi di tutti, senza suscitare altre proteste. E per di più in un luogo aulico e delicato come la sponda del Po proprio all'ombra del ponte monumentale.
DALLE MIE FINESTRE L'ORRIDA CASETTA SI STAGLIA NEL VERDE GIà MARTORIATO DAL CANTIERE DELLA DIGA.
Quasi un nano al cospetto del gigante (la Gran Madre).
C'è una sostanziale indifferenza colpevole anche se tradizionale: basti pensare all'epoca della distruzione dell'Ippica di Mollino o della storica Camera del Lavoro, di Braida. Opere di architetti fin troppo lodati ora e valutati per le costruzioni conservate, ma le due opere qui citate sono state incredibilmente demolite senza motivo mentre costituivano un simbolo urbano di altissimo livello, esemplari perfetti di architetture di prestigio e anche prototipi di tipologie particolari, capolavori riconosciuti nel curriculum dei due professionisti.
Non stupirti, caro Malcolm, se accomuno come perdita di valore grave per la città la distruzione di due edifici o la costruzione di uno. In entrambi i casi ne deriva un danno irreparabile alla città.
Se proprio un edificio doveva sorgere sulla sponda a rigore intangibile e pertanto da rispettare nella sua integrità paesaggistica e culturale, allora esso poteva fare ricorso alle tecniche ormai collaudate di architettura verde: volume emergente ridotto al minimo rispetto al profilo della sponda, muri e tetto vegetale.
Il 12 novembre prossimo, prima al PAV e poi, nel pomeriggio, nel Salone delle Feste al Castello del Valentino, si discuterà proprio di questi argomenti.
Ma spero che, anche prima e in sedi più ampiamente aperte alla cittadinanza, si sviluppi un dibattito. Staremo a vedere gli sviluppi: per ora i lavori sembrano interrotti. Certo sarebbe stato meglio riflettere e discutere prima che il mostro di calcestruzzo sorgesse davanti a noi: ma ...meglio tardi che mai.
Di vespa (del 18/10/2009 @ 23:55:10, in News , visitato 271 volte)
Ricevo e volentieri pubblico:
Buongiorno,
vorrei segnalare con il dovuto sgomento il sorgere di una costruzione in cemento armato, dell'altezza di due piani, in pieno parco Michelotti, chiaramente visibile dal ponte di piazza Vittorio, sulla sponda sotto la Gran Madre, cioè in mezzo ad uno dei panorami urbani più tutelati e significativi. Tale costruzione parrebbe appartenere alle opere di contorno della nuova erigenda diga sul fiume e parrebbe edificata senza alcuna cautela architettonica nè relazione con il contesto circostante.
Trattasi, per ciò che è dato vedere già fin d'ora, di un evidente obbrobrio urbanistico, sorto probabilmente nelle deroghe di opere ritenute "tecniche". Possibile che il comune di Torino si sia fatto promotore di una tale mancanza di sensibilità urbanistica nello stesso luogo in cui, da anni, sta cercando di investire in riqualificazione ?
Di vespa (del 14/10/2009 @ 11:13:31, in News , visitato 242 volte)
E' partita venerdì scorso all'ArtInTown la campagna "Il Circolo Ti Vuole" che ho ideato per il Circolo dei Lettori e che girerà fino alla prossima primavera nei luogi di maggiore aggregazione giovanile.
Lo scopo è quello di "reclutare" persone tra i 18 e i 35 anni e avvicinarle alle attività che si svolgono a Palazzo Graneri tramite una Carta Giovani, dotata di un suo codice a barre. Con questa card, per ogni incontro seguito al Circolo si acquista un punto: con 8 punti si ha diritto alla T-shirt realizzata da De Maria e con 16 si diventa "pioniere" ovvero si possono proporre in prima persona iniziative da realizzare al Circolo.