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Di vespa (del 21/02/2010 @ 20:10:52, in News , visitato 209 volte)

Che tutto si impoverisca e si degradi è inevitabile, perché è una legge di natura, ben codificata nei principi della termodinamica. Certo però che è dura realizzare tutto questo in una sola serata. Il sabato della finale di Sanremo. Tra l’altro io non ci pensavo che era il giorno della finale. Ma vabbeh…in piazza Vittorio c’era il concerto di Radio Blackout contro gli sgomberi, i Kutfaces mi hanno fatto ascoltare un bellissima cover di “Cinque Minuti di Paura” di Lou X. Messaggio: siamo in Drogheria.  Faccio due chiacchiere con un paio di amiche, arriva un tizio che conoscono che si siede accanto a me e dopo poco mi è impossibile non intercettare una sua dichiarazione. “Devo suonare in un posto, in via Carlo Alberto, non so dove di preciso…sì, con la band…dunque so che facciamo Impressioni di Settembre…”. Qui lo interrompo subito, mi son detto, ma allora non è un pirla, “Impressioni di Settembre” non è proprio la Lambada e gli faccio un po’ di complimenti perché è un brano molto lirico della PFM rifatto con eguale pathos dai Marlene. Peccato però che non si fermi lì. “Poi facciamo Jam dei Van Hallen…”. I Van Hallen ?! Gli faccio notare che c’è una certa differenza tra il gruppo di Lee Roth e Impressioni. Lui indifferente e sicuro: “Però i Van Hallen hanno cambiato la storia della musica…” E che cazzo c’entra?. Moccia non è Fellini. Ma non c’è verso di fargli capire che, pur piacendomi il glam rock, non può mettere sullo stesso piano due canzoni, due espressioni artistiche così diverse, quindi continua a sciorinare la sua scaletta, aggiungendo “Sweet Home Alabama”, alchè stacco la spina, tanto lo so che alla fine ci metterà Vasco. Regolare. Esco e mi incazzo: come si può sperare che la gente comune sviluppi un proprio gusto musicale se persino chi suona una strumento o comunque ha a che fare più da vicino con la materia non ha la benché minima nozione di quello che fa? (E dico queste cose pensando che oggi purtroppo questo pensiero è estendibile a qualunque settore…). Mi sento come il cane che abbaia alla luna, condizione per altro con un suo affascinante risvolto decadente. Dopo cena mi portano al Lapsus ad una festa di carnevale. C’è un pacco di gente e c’è un bel misto tra persone giovani e un po’ più grandicelle. Prendo qualcosa al bar, poi però il mio cuore inizia a sanguinare. Non posso farci nulla. Ho fatto il dj per troppo tempo in questa città – durante quelli che un organizzatore storico mio amico ha definitivo di recente “gli anni buoni” - e tra i tanti locali in cui ho messo i dischi, ho fatto tante serate anche qui quando si chiamava Zona Castalia. Mi prendo male perché constato (per la milionesima volta naturalmente) che pur avendo cercato di lavorare per tanto tempo come tantissimi altri dj’s cittadini con passione e intelligenza, non è servito a una cippa. Sul palco ci sono due o tre ragazzi che trafficano dietro alla consolle. Per inanellare una dopo l’altra le peggiori oltreché ultra-abusate tracce in circolazione: revival, bootleg, hit commerciali e trash. Ovviamente senza nessuna tecnica. Quando arriva Lady Gaga capisco che è il segnale per alzare i tacchi. Voglio dire: è tutto giusto, è tutto bello. Bisogna divertirsi e l’atmosfera era superpositiva, una festa ben riuscita. Ma non posso farci niente, per me il concetto di club o di party è un altro. Sono della vecchia scuola e lo ammetto, forse sarò anche nevrotico: per fare un dj secondo me non ci vogliono necessariamente i dischi, i cd o gli mp3, ma una montagna di cultura alle spalle. Intendendo per cultura anche un semplice, ma solido background. Bisogna avere un origine. Non si può vivere senza un inizio e una fine. Lo stesso vale quando si pensa ad un dj set, leggero o importante che sia. Abbandono da solo il Lapsus, sognando un consolante Patacrucco alla Mangiatoia del Cutre. Poi mentre guadagno la via di casa, ennesimo messaggio: “ha vinto un altro di Amici”. Ma non l’avevano eliminato??? A casa guardo su internet: gli orchestrali stracciano gli spartiti per protesta : Primo Scanu, Secondo Pupo, Terzo Menegoni. Un terzetto mortale. Ora, a questo proposito i miei pensieri sono due. Da una parte metto Sanremo insieme alla fila di talent-show musicali, perché è sotto gli occhi di tutti. Non solo chi va a X-Factor o ad Amici poi va a Sanremo, ma addirittura vince. Per cui, per la proprietà transitiva, va da sé che Sanremo sta diventando il proseguimento naturale di questi programmi che rispondono a logiche meramente televisive e commerciali nel senso che sono mossi dalla pubblicità a dagli interessi residui delle grandi case discografiche. Il Big Drama in tutto ciò è che non esiste nessun meccanismo di controllo da parte dell’opinione pubblica (o spettatori) sulla regolarità delle operazioni di voto che concorrono alla definizione delle sorti della kermesse sanremese. Nulla si sa di come operano realmente le varie giurie e tanto meno possiamo sapere che cosa significa in termini numerici e che attendibilità può avere il televoto. Per cui se le procedure di qualunque manifestazione non sono chiare o trasparenti, per me sono già in partenza deficitarie o scorrette. Per non parlare della legittimità di accettare in una competizione degli artisti che sono già stati premiati da settimane di televoto in altre trasmissioni (nel senso che hanno già consolidato un loro potenziale e cospicuo target di riferimento) rispetto ad altri che seppur bravi e più navigati si presentano al televoto in qualche modo “nudi” essendo alla loro prima esperienza con questo particolare m di votazione. Inoltre continuo a pensare che il televoto sia uno strumento estremamente ambiguo perché è un mezzo che facendo leva sulla buona fede delle persone – motivate così alla partecipazione attiva a riguardo dell’evoluzione di uno spettacolo televisivo – rappresenta il principale canale su cui queste produzioni contano per rastrellare denaro che spesso va a coprire più della metà del budget di un format. Dall’altra parte se il televoto è veramente l’espressione del consenso popolare, beh allora rassegnamoci, è davvero inutile stracciare gli spartiti: la musica non cambierà.

 

 
Di vespa (del 10/02/2010 @ 22:14:01, in News , visitato 363 volte)
 
Pagine: 1
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Titolo

 

2010

I cattivi dj's vanno all'Inferno


Titolo

Radio Popolare di Milano corrispondente per Zoe
Radio Centro 95 corrispondente per Cocina Clandestina




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