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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa: Playlist
Di vespa (del 07/11/2008 @ 16:20:37, in News , visitato 275 volte)
Quest'anno al vernissage di Artissima ci sono andato.
Mentre l'anno scorso, respinto dalla consueta aurea mondana, detti picche.
Artissima è sempre un misto tra una serie di proposte interssanti e il luna park. Come l'opera qui sotto che mi ricorda il giochetto dove si tirava la pallina da ping pong nella boccetta del pesciolino rosso...
Cmq io sono andato un po' a colpo sicuro perchè ero curioso di vedere quest'opera di Sciaraffa.
Un muro che suona. Un muro-campana che dietro produce suoni grazie ad un particolare meccanismo.
L'altra vera sorpresa però è stata una performance all'esterno del Lingotto, sotto l'inizio della rampa.
Una band di giapponesi che manipolavano varie macchine, campionatori ed effetti collegati con dei sensori (credo) ad alcune parti di una 500 - modello precedente a questa di ultima generazione - cha in pratica è stata usata come uno strumento musicale. Il concerto-performance è stato realizzato grazie al suo progressivo smembramento che è stato quindi un'opera musicale.
Quale location migliore per un evento del genere se non il tempio della FIAT?
Di vespa (del 03/11/2008 @ 20:53:46, in News , visitato 283 volte)
Me n'ero dimenticato.
La prima volta l'ho incontrato al liceo.
Mi ricordo la copertina color rosso vermiglio di "Poesia in forma di rosa" della Garzanti.
Lo portavo in giro anche senza averlo letto - cosa che ho fatto più avanti - per cui la copertina si è molto consumata: è uno dei miei libri più vecchi.
C'erano versi pieni di vita che raccontavano mondi lontanissimi, feste tropicali e africane.
Immagine a cui associo un documentario che girò sulla Palestina, forse per preparare il Vangelo secondo Matteo. La pellicola era in bianco e nero, molto sgranata, com'erano i reportage degli anni'60.
Quella terra brulla, piatta, caratterizzata da pochi tratti isolati, pali telefonici filiformi, alcune macchie che erano radi cespugli , il cielo vuoto, mi aveva inquietato - l'ho rivisto più volte su Fuori Orario - e attirato allo stesso tempo.
In seguito, un'estate, ho affrontato la prima lettura approfondita, anche se avevo già messo in libreria "Una Vita Violenta" e "Ragazzi di Strada".
L'Espresso regalava come allegato, pensato apposta per le letture sotto l'ombrellone (?), gli "Scritti Corsari", una raccolta di articoli usciti sul Corriere della Sera.
Ripensando alla parola corsaro, mi sembra di reinterpretare ora un suo sentimento, quello di non avere un proprio posto, di non essere organico, scomodo anche per coloro che dovevano essergli affini e che tra le tante cose forse non gli perdonavano proprio la più banale: l'omosessualità.
Questo era un tabù per molti esponenti dello stesso PCI.
Dal dizionario: Il corsaro era una persona al servizio di un governo, cui cedeva parte degli utili, ottenendo in cambio lo status di combattente (lettera di corsa) e la bandiera (il che lo autorizzava a rapinare solo navi mercantili nemiche, e ad uccidere persone ma solo in combattimento).
Nel parlare comune, un corsaro agisce al di fuori delle regole, ma non per il proprio interesse, in quanto opera per conto di chi rappresenta un'autorità e quindi un ideale superiore (differentemente dal pirata).
Uno strano paradosso: per conto di chi lavora un intellettuale?
Lì ho scoperto molte cose del suo pensiero. Molte terribili e terribilmente lucide.
Scriveva del cambiamento subito dagli italiani nel dopoguerra e a cavallo del boom economico e teorizzava la possibilità di una vera e propria mutazione antropologica operata dai media e dalla società di massa.
Cioè diceva che qualcosa ci aveva materialmente cambiato la testa.
Parlava della destra invisibile che si nasconde dentro ciascuno di noi, spesso e volentieri proprio dentro coloro che avversano la destra stessa.
Ho sempre visto i film, ma aggiungo qualche tassello in più alla loro comprensione completa solo col passare del tempo.
"Uccellacci e Uccellini" è probabilmente il film che ho visto di più nella mia vita.
Ma per un motivo "stupido", perchè fin da piccolo sono stato attratto da Totò e quella era la motivazione principale che mi portava a vedere le peripezie di Frate Ciccillo.
In seguito mi ha intrigato leggere con più chiarezza le allegorie e le metafore del film: alla fine credo che sia una cronaca esistenzialista del rogo dell'ideologia.
La fame, la miseria, lo stato di necessità, in una parola la finitudine della condizione umana rappresentano - presuppongo la conclusione amara dell'autore - una domanda che richiede un'unica risposta. E quella risposta appunto non è l'ideologia che di fatto con tutte le penne viene divorata da Totò e Ninetto Davoli.
Era un uomo elegante, Pier Paolo.
La sua eleganza era data dalla naturalezza e dalla grandezza dello spirito.
Dicevo dell'immagine dei paesaggi ripresi nel documentario sulla Palestina.
E' un mistero. Sembrano i segni di una prefigurazione.
C'è un'altra ripresa celebre in cui viene intervistato: cammina tra le dune di sabbia di Sabaudia. C'è vento, il mare grigio, quel cielo livido e svuotato identico alle riprese in Nord Africa.
Sono orizzonti che ricorrono e si rincorrono come quello che Anna Magnani dischiude nel finale di Mamma Roma quando si affaccia alla finestra per gettarsi di sotto e fissa lo skyline della Città Eterna.
Questi paesaggi, scarni e tormentati, questi sfondi che diventano drammaticamente metafisici, rimandano a quello della fine.
Alla sua fine.
Ho pensato all'Idroscalo di Ostia dove fu massacrato.
Un luogo di abbandono assoluto, naturalmente disumano, feroce come l'astrazione di una tela di Morandi.
Ho ripercorso il viaggio in Vespa di Diario di Nanni Moretti per andarlo a visitare.
Il monumento povero, oscenamente brutto, che è stato posato in un deserto di immondizie e sterpaglie per ricordarlo. Uno scempio? L'ennesima offesa?
Non ci sono mai stato di persona, ma ho la netta sensazione che quel posto non sia cambiato.
Come l'Inferno e il Paradiso che ci immaginiamo tutti nello stesso modo, con pochissime eccezioni.
Poi quello che mi viene da pensare è che non sia un caso: quella terra desolata gli assomiglia.
Gli assomiglia perchè niente più di una wasted land si avvicina alla verità.
La verità dell'Uomo e la verità dell'Arte.
Come dicevo, me ne ero dimenticato.
A notte fonda, per caso mi sono imbattutto in "Pasolini, un delitto italiano" di Marco Tullio Giordana" e mi ha ricordato che Pier Paolo Pasolini è stato ucciso il 2 novembre 1975.
Di vespa (del 02/11/2008 @ 22:53:16, in News , visitato 257 volte)

Party di chiusura di Movement al Lapsus con Moodymann. Bella gente e atmosfera da festa privata. Lui, un vero dj oldskool, che mixava e faceva lo speech al microfono. Il suo stile - inchiodato sui 100bpm - lo definirei psycho funky. Grandioso.
Di vespa (del 30/10/2008 @ 21:04:40, in News , visitato 426 volte)
"Tra Torino e Detroit il link è la musica techno". Questo il titolo. Derrick May e Francois Kevorkian i protagonisti. Forse per la prima volta in vita loro ospiti di un'università - per di più occupata e nel giorno di uno dei maggiori scioperi nazionali della nostra storia - per tenere una lezione informale agl studenti.

Mi fa impressione vedere questi due mostri sacri della musica dance ai piedi delle scale di Palazzo Nuovo.

Prima di entrare ci prendiamo un italianissimo espresso al Bar Genesi. Fuori, nel dehors, Derrick si mette a registrare le sue impressioni su Torino con il suo registratore digitale e insieme a Francois iniziano a prendersi in giro, facendo finta di intervistarsi a vicenda. Derrick sigla tutto con la domanda: "Is Torino or is not Torino?".

In aula 39 si radunano quasi un centinaio di persone: tutti ragazzi giovanissimi. Derrick prima di sedersi sulla sedia di plastica che dovrebbe toccare a lui e che ricorda quelle dei chioschi con le angurie esclama, ridendo: "Gigi, che cos'è questa merda?" Poi inizia subito a parlare, deciso, con l'aria di un grande sbruffone. Manda implicitamente al diavolo traduttore e moderatore e inizia a parlare a ruota libera. Volete sapere chi sono? E la prima cosa che dice è "I'm Black."
Da lì in poi, entrambi i dj's ospiti di Movement, tracciano in poco meno di due ore un viaggio incredibile intorno alla figura del dj e della musica in generale. Non solo Techno. Ed è veramente difficile oggi poter ascoltare qualcuno che parli con così tanta pofondità e competenza di musica contemporanea.
Approfittano anche della lavagna alle loro spalle e scrivono prima l'anno in cui hanno iniziato a suonare. 1976 Francois. 1982 Derrick. Dopodichè verso la fine dell'incontro Francois segna le tappe e le date fondamentali della Musica Elettronica.

Non so se qualcuno può capirmi, ma mi porterò dentro questo momento per molto, molto tempo
Di vespa (del 27/10/2008 @ 15:12:34, in News , visitato 249 volte)

Grande debutto per la prima iniziativa pubblica di Torino Sistema Solare venerdì scorso al PalaIsozaki con circa 8000 spettatori. Adesso prepariamoci per THE MOVEMENT venerdì 31 ottobre...
Di vespa (del 22/10/2008 @ 03:04:11, in News , visitato 403 volte)

Mezzanotte all'Università di Torino, Palazzo Nuovo. Scalinata e atrio invasi. Una notte bianca per protestare contro la riforma Gelmini. Un palco con gruppi dal vivo. I Fratelli Sberlicchio che fanno ballare tutti con un pezzo di bastard pop ibridato con Wonderful Life di Black e Blue degli Eiffel 65. La vigilanza che osserva tenendosi lontana sul fondo. Le cancellate tappezzate di locandine del concerto del 24 al Pala Isozaki contro il Nucleare. Qualche bottiglia rotola sui gradini. Qualcosa lentamente si muove.
Di vespa (del 18/10/2008 @ 21:10:51, in News , visitato 356 volte)

La Gelmini ha torto.
E anche se non avesse torto, odio quei politici che pensano di essere delle star di Hollywood e si fanno ritrarre sulle copertine dei giornali come se fossero Charlize Teron che pubblicizza l'ultima crema depilatoria alla moda.
Di vespa (del 16/10/2008 @ 18:29:45, in News , visitato 389 volte)

A cosa servirà questa casetta che è stata appena costruita da un gruppo di giovani architetti sul Lungo Po di corso Casale all'angolo con piazza Gran Madre?
Di vespa (del 12/10/2008 @ 04:13:40, in Il blog, visitato 359 volte)
Di vespa (del 10/10/2008 @ 04:09:22, in News , visitato 385 volte)
Oggi per la prima volta ho visto la coda fuori ad una Tabaccheria.
Questa è la ricevitoria che si trova in piazza Palazzo di Città.
Tutti a giocare al Superenalotto: sabato 80 milioni di euro in palio.
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