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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa: Playlist
Di vespa (del 09/03/2008 @ 04:49:40, in News , visitato 491 volte)
Non ho mai visto così tanti cinghiali maschi scorrazzare a briglia sciolta per la città come questa sera.
Secondo me la gran parte delle donne malsopporta se non addirittura odia l'8 marzo....non è una ricorrenza anacronistica?
Di vespa (del 03/03/2008 @ 17:57:28, in News , visitato 504 volte)
Di vespa (del 03/03/2008 @ 03:36:06, in News , visitato 447 volte)

Il palloncino ormai non scappa più
dalle mani dei bambini,
ma dal commerciale virale per la pubblicità
dei telefonini.
Di vespa (del 27/02/2008 @ 04:41:34, in News , visitato 1143 volte)
Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L’ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… no non dovrei
Di vespa (del 22/02/2008 @ 02:53:32, in News , visitato 716 volte)

Perchè ultimamente la città è invasa da mandrie di gaggi che vanno in giro con limousine prese a nolo?
Di vespa (del 18/02/2008 @ 04:46:17, in News , visitato 668 volte)

In tutti questi anni ho sempre fortemente criticato e ripreso se non addirittura disprezzato tutti coloro che con ostentazione o meno dichiarassero di non votare.
Ho coltivato una fede incrollabile, quasi cieca nel diritto di voto.
Ma ora, se devo dirla proprio tutta, mi sento davvero in dubbio.
E' un'escalation in realtà.
Mi sembra tutto indistinto e privo di forza.
Non sento una voce nè un pensiero che al di là del fatto di rappresentarmi, almeno mi parli.
Il linguaggio è una questione importante: se non lo condividi, sei isolato.
Ma forse sono io che sono diventato un po' più stupido e non mi do abbastanza da fare per capire.
Chissà, mi chiedo anche questo.
L'unica cosa che vedo è un mondo vecchio, insopportabile.
Magari prevale in me l'anima del cane sciolto, quella anarcoide.
Magari è solo un momento di smarrimento.
Certo che però la tentazione di scrivere sulla scheda un bel NO - come scriveva Flaiano nella filosofia del Rifiuto - è grande...
Di vespa (del 15/02/2008 @ 02:18:08, in News , visitato 546 volte)
Il filo conduttore è sempre il caffè...
Di vespa (del 11/02/2008 @ 18:54:07, in News , visitato 1038 volte)
L'avevo visto tante volte da lontano, andando allo Stadio.
Oggi ci sono andato direttamente.
Alla Casa Circondariale delle Vallette.
Anche se è solo una visita, ti fai un sacco di film in testa.
Poi quando scendi dall'automobile e lasci il documento all'ingresso, ogni pensiero residuo si dissolve: si avverte immediatamente a livello epidermico che il carcere è una cosa maledettamente seria.
Arriva a prenderci una persona della cooperativa Pausa Cafè.
Prima di entrare, la guardia nascosta dai vetri fumè ci avvisa con un filo di preoccupazione : "Mi raccomando, non perdete il cartellino."
Sopra c'è scritto "visitatore".
Effettivamento dentro ti rendi conto che tutti portano vari segni di riconoscimento, dall'uniforme ai suddetti cartellini.
Soprattutto da questi capisci quanti avvocati ci sono in giro.
La prima scoperta è che il palazzone che io avevo sempre identificato con il carcere in realtà è una caserma e i diversi bracci si trovano molto al di là.
Fatti pochi metri si passa un secondo controllo: scanner del pass, metal detector e tutti gli oggetti tecnologici lasciati in alcune cassettine numerate, sotto lucchetto.
Ho lasciato cellulare e i-pod.
Si prosegue sul furgone della cooperativa attraverso i bracci: massima sicurezza, tossicodipendenti, le cucine, A, B, etc.
Sono tutti fabbricati chiari, molto bassi, con pochi piani.
La prima cosa che si nota è il silenzio e la totale immobilità del paesaggio.
Non si sente neanche il rumore della strada.
C'è un giardinetto, con una piccola fontana prosciugata e una madonnina al centro, completamente disabitato.

Il giro finisce subito e siamo di fronte alla sede della cooperativa.
Entriamo dentro e ci sono 4 ragazzi che ci stringono la mano.
Qui si fa il caffè.
Ci illustrano il funzionamento delle macchine e lo fanno con competenza e molta passione.
Il procedimento è comunque affascinante e l'aroma che si respira in questa piccola fabbrica è davvero inebriante.
La qualità del caffè che esce da qui così come quella della cioccolata è nettamente superiore a quella di molti maestri cioccolatai.
Molti prodotti di Pausa Cafè vengono venduti in posti come Eataly e nei vari presidi Slow Food.
Ci fanno assaggiare un caffè particolarmente dolce.
Iniziamo a chiacchierare.
I ragazzi - i detenuti che lavorano qui - sono molto interessati al fatto che sono un dj.
Attacchiamo a parlare di musica e alla possibilità di fare una serata all'interno del carcere insieme a un corso per dj-produttore.
Poi iniziano a raccontarmi di sè, poco alla volta, con grande lucidità.
Non c'è bisogno che dicano tutto per capire quanto è dura.
Per esempio, ci sta che gli alcolici siano vietati, ma non ci si può permettere neanche una birra.
Ognuno mi racconta un frammento del modo che ha trovato per sopravvivere in reclusione.
Il lavoro che per 8 ore ti leva via dal braccio e qui c'è la radio a tutto volume e puoi uscire all'aria aperta a fumare una sigaretta tutte le volte che vuoi.
C'è chi ha conosciuto il buddismo tra le sbarre e si sta facendo promotore di questa filosofia nel carcere, forte della storia che vuole uno dei grandi maestri della Sokagakkai morto proprio in prigione durante la seconda guerra mondiale in Giappone.
Oppure si cucina (c'è un ristoratore) o si fa attività in teatro.
Più si avvicina il momento del congedo e più senti il peso massiccio della loro pena.
Senti che sono uguali a te in tutto e per tutto e anzi forse con un grado di umanità superiore al tuo.
Risultato: sarò stato lì due ore e ho provato un dispiacere diffuso nell'andarmene, nel lasciarli lì, qualunque cosa abbiano fatto.
E' irrazionale, ma è così.
Fuori, ti senti un po' disorientato.
Soprattutto perchè l'edilizia di questa zona è identica a quella della Casa Circondariale.
Questi palazzi sembrano essere stati fatti da un'unica mano, indifferentemente.
Il top è il Parco delle Vallette.
Un giardino pubblico, lungo e stretto, al cui ingresso ci sono due enormi porte di cemento armato grigio in stile capitale sovietica. Due archi squadrati, dopo i quali si apre un nulla polveroso e nudo.
Non c'è un cane.
E poi ci si stupisce che da un mondo così ostile non venga fuori nulla di buono...
Di vespa (del 06/02/2008 @ 02:08:09, in News , visitato 484 volte)
Come molti di voi sapranno il Salone del Libro è al centro di aspre polemiche a causa del fatto che la nazione ospite di quest'anno sarà Israele.
Per di più la cosa accadrà proprio in concomitanza con la celabrazione dei Sessant'anni dalla nascita di questo stato (anniversario che dai Palestinesi è vissuto come un momento di lutto).
Penso che per chi non vive in quei luoghi, sia davvero difficile capire fino in fondo il dramma dei palestinesi da una parte e degi israeliani dall'altra.
Tuttavia una cosa mi sembra molto chiara e poco contestabile ovvero se c'è una categoria di persone in Israele che da anni si sta battendo per promuovere il dialogo con i palestinesi è proprio quella degli scrittori e degli intellettuali in generale.
Chiunque abbia letto un libro di Yehoshua, Oz e Grossmanm sa che è così.
Soprattutto l'opera di questi autori è tanto più preziosa quanto più è isolata la loro voce nella loro stessa patria.
Perchè è pur vero che per taniti Israeliani la questione palestinese non si pone neppure.
Ora come si fa a censurare la parte più avanzata e progressista di Israele, quella che per prima - anche se a fatica come è accaduto per l'ultima guerra in Libano - invoca la pace e il riconoscimento dello stato palestinese?

Uno dei libri che mi ha colpito di più a riguardo della questione palestinese è "Vento Giallo" di David Grossman.
Uri, il figlio ventenne dello scrittore, è morto in Libano, colpito da un missile.
Non è uscita una sola parola d'odio dalla sua penna, ma continua a impegnarsi nelle attività della sua organizzazione Peace Now.
Di vespa (del 02/02/2008 @ 04:18:50, in News , visitato 791 volte)
La leggenda metropolitana che circola in queste ore a proposito dell'incendio di Giancarlo ai Murazzi è che tutto sia stato ripreso dalle webcam del sito del Comune di Torino .

Io ci ho fatto un giro, ma mi sembra altamente improbabile che si sia visto qualcosa da queste camerine che hanno un refresh di 5/10 minuti.
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