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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa: Playlist
Di vespa (del 13/12/2007 @ 02:58:02, in News , visitato 487 volte)
"Il Cielo su Torino" è stata dedicata agli operai della ThyssenKrupp e a tutti i morti sul lavoro.
Di vespa (del 12/12/2007 @ 02:06:11, in News , visitato 646 volte)
Volevo fare una riflessione a proposito del post sula ThyssenKrupp.
Sono colpito dal fatto che su un evento così drammatico abbia lasciato un commento solo una ristrettissima cerchia di lettori affezionati che tra l'altro ringrazio.
Ora, so bene che questo è un piccolo blog con mille difetti e che di certo dalla gran parte dei suoi utenti è seguito di rado, una volta ogni tanto.
Però, davvero, non so come leggere questo dato.
I fatti della Thyssen dovrebbero muovere a indignazione persino le pietre.
E' pur vero che ciascuno di noi elabora in maniera diversa le proprie opinioni rispetto ad una notizia del genere e anzi potrebbe essere per un verso più che lecito tenere per sè alcune considerazioni.
Tuttavia, spero che anche chi finora non si è espresso abbia maturato qualche pensiero in proposito.
Io, rivedendo le immagini del corteo, un pensiero l'ho maturato.
La parte principale di questo pensiero riguarda tutti i discorsi con cui spesso ci riempiamo la bocca - e forse io più di altri - della Torino che cambia, della Torino post-Olimpica, della Torino sempre in movimento, della Torino che sta cambiando identità, della Torino creativa, etc. etc.
Insomma, riguarda questo fiume di autoreferenzialità e di retorica che si accompagna alle reali trasformazioni della città.
Ora, quelle persone scese in piazza per il corteo di lunedì, chi erano?
Creativi? Designers? Impiegati? Dj's? Sciatori?
No.
Quelle persone erano in larga parte...operai.
Operai che ricordavano altri operai morti o vittime dell'esplosione alla Thyssen.
Questa fiumana di gente è una faccia della nostra città, una faccia vera, che non si nasconde.
Questa fiumana sembrava fuoriuscire da una distorsione spazio-temporale della Storia.
Sembrava la rappresentazione del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, capovolta di segno e rovesciata su un palcoscenico reale, ai giorni nostri.
Questo sembrava.
Torino non ha più una vocazione industriale?
La fabbrica è un retaggio del passato?
E allora questi personaggi ( del quadro), chi sono?
Fantasmi?
Alla testa del corteo, dietro lo stricione rosso, al centro, tutti hanno visto la figura straziata del padre dell'operaio più giovane deceduto nell'acciaieria.
Un ragazzo di soli 26 anni.
Uno che probabilmente abbiamo incrociato con la sua fidanzata la domenica pomeriggio in via Roma, che come noi si sarà preso un gelato nella nostra gelateria preferita o ancora avrà fatto prima un salto nell'edicola dove anche qualcun'altro di noi ha comprato la Gazzetta dello Sport.
Quel padre, reggeva davanti a sè la pagina della Stampa con la foto delle vittime.
E la stringeva come un sudario.
La sua voce, unica, si è levata sopra le teste di tutti per gridare "Assassini!".
"Bastardi!"
"La pagherete!"
"I nostri figli ve la faranno pagare!"
Vedere quest'uomo, completamente distrutto dal dolore e dalla rabbia, mi ha fatto pensare a cose che non avrei mai pensato di vivere, seppur in modo indiretto.
Mi ha fatto pensare a cose di cui ho letto solo nei libri.
Il primo che mi è venuto in mente è "Germinale" di Zola.
Mi ha fatto pensare alla rivolta dei minatori, alla loro rabbia cieca scatenata dalle condizioni di lavoro disumane e dalle inesistenti misure di sicurezza sul posto di lavoro.
Migliaia di persone che chiedono semplicemente giustizia sociale e un trattamento più umano.
Mi ha fatto pensare anche che appunto queste faccende succedevano nel passato, prima e durante la rivoluzione industriale cioè secoli fa...
E invece questo incendio in acciaieria sembra aver bruciato secoli di conquiste sul lavoro e di progressi della nostra civiltà.
Perchè la realtà è questa.
La realtà è che non solo esistono ancora gli operai - in questa città che forse vorrebbe far vedere tutto il contrario - ma che tutta la teoria delle morti bianche in Italia sta mettendo in luce che esistono centinaia di migliaia di lavoratori completamente a rischio e con pochissimi diritti.
Esattamente come descriveva Zola nel suo romanzo.
Possibile che siamo tornati così indietro?
Il Manifesto ha usato un titolo drammatico, forse eccessivo : Torino è sola.
Io credo che bisognerebbe aggiungere: L'Italia dei lavoratori è sola.

Di vespa (del 11/12/2007 @ 02:36:45, in News , visitato 434 volte)
Ho visto Paranoid Park di Gus Van Sant.
Premetto: sono andato al cinema con un forte pregiudizio legato ad Elephant che, a differenza degli altri film di questo autore, non ho amato per niente.
Troppo indulgente, troppo assolutorio.
Lo dico anche se non è con questa ottica che andrebbe giudicato il film e forse il cinema in generale.
Parliamo pur sempre d'arte anche se riferita ad alcuni spunti di cruda realtà.

Paranoid Park è una storia ambientata nel mondo degli skaters di Portland - città per altro nota sullo schermo televisivo per quella schifezza immonda della serie The O.C. - in cui accade un omicidio.
Non si sposta di molto il campo d'interesse di Gus. Anche in questo caso racconta gli adolescenti americani, attraverso il college e la passione per la tavola a rotelle.
Ne esce fuori un film intenso, vivido, con una grande ricerca estetica e poetica.
Ti rimane in testa questo continuo girare dei ragazzi sullo skate.
E' un elogio della leggerezza e dell'assenza di gravità.
Una bolla d'aria in cui i ragazzi si staccano dal mondo reale dove non a caso gli adulti sono persone sfocate, riprese di spalle o cmq quasi mai in faccia e quando appunto irrompono sullo schermo pesano come il piombo.
Lo skate è la metafora del loro spirito, della lateralità acrobatica e dell'equilibrio fortunoso con cui si approcciano alle cose e alle persone. E anzi, anche all'omicidio.
Il soggetto è surreale e reale al tempo stesso.
Ne è un chiaro sintomo la colonna sonora che - è scritto nelle note del film - è come se autore e compositore avessero messo dischi insieme per tutta la sua durata.
In una scena in cui il protagonista lascia la sua pseudo-fidanzata, i dialoghi non hanno sonoro e si sente solo la musica: il tema di Amarcord di Fellini.
Fuori dal cinema, l'amica che era con me ha detto una piccola verità: questi skaters, con i loro salti e le loro figure, sono in grado di rendere belli anche i posti più orrendi e malfamati di una città.
Di vespa (del 10/12/2007 @ 02:00:08, in News , visitato 341 volte)
Thyssen Krupp ha reso noto di avere chiuso l'esercizio fiscale terminato il 30 settembre 2007 con ricavi in aumento del 10% a 51,7 miliardi di euro e con un utile pre-tasse in progresso del 27% a 3,33 miliardi di euro (incluse le componenti straordinarie). Gli analisti avevano previsto un dato pari a 3,46 miliardi di euro. La società pagherà un dividendo di 1,30 euro per azione (1 euro lo scorso anno).
Per l'esercizio in corso la società ha previsto ricavi pari a 53 miliardi di euro e un utile pre-tasse (escludendo le componenti straordinarie) superiore a 3 miliardi di euro.
Di vespa (del 08/12/2007 @ 03:58:16, in News , visitato 357 volte)
Di vespa (del 07/12/2007 @ 04:32:50, in News , visitato 337 volte)
Di vespa (del 05/12/2007 @ 10:51:49, in News , visitato 1064 volte)
Di vespa (del 04/12/2007 @ 01:50:35, in News , visitato 332 volte)
Via Po angolo via Sant'Ottavio, l'una di notte.
Di vespa (del 01/12/2007 @ 22:20:04, in News , visitato 1286 volte)
Venerdì sera tragico.
Esco con un'amica.
Andiamo al ristorante, beviamo due bicchieri di vino a testa.
Poi.
Andiamo ad Hiroshima per il concerto della Pantera.
Prendiamo un Negroni .
Si fanno le 2.30.
Decidiamo di farci un altro Negroni al Fluido dove suona Jerome Sydenham.
Guida lei, perchè io - è cosa risaputa - non ho la patente.
Imbocchiamo corso Massimo D'Azeglio.
In auto siamo super-rilassati e tranquilli.
Ce la contiamo.
La velocità non supera i 30 Km all'ora.
Senza neanche accorgercene arriviamo all'altezza della Facoltà di Architettura.
Qui un simpatico omino con la divisa giallo fosforescente e il cappello della Polizia fa capolino al bordo della carreggiata e ci indica di accostare.
Documenti.
Libretto.
Prego, può scendere e soffiare nella macchina dell'etilometro?
Nessuno di noi due si rende ancora perfettamente conto di cosa stia succedendo.
La mia amica senza pensarci su, soffia nella cannuccia fino a completare tutte le tacchette.
Il display verde indica per qualche secondo il termine LAVAGGIO.
Dopodichè sputa il valore: 1.09
Il limite è : 0.50
Scatta la procedura: lei sta guidando in stato di ebbrezza.
Ritiro della patente per 6 mesi.
Blocco dell'automobile: ci indichi qualcuno - che non abbia bevuto - che possa venire a rimuoverla altrimenti dobbiamo chiamare un carro-attrezzi a suo carico.
Deve indicarci il nome del suo avvocato: ha appena commesso un reato penale.
Se non ce l'ha adesso, ne segnamo uno d'ufficio che eventualmente potrà cambiare.
Prossimamente dovrà presentarsi davanti ad un giudice per il processo.
Al termine del processo pagherà un'ammenda pecuniaria (in realtà è contemplato anche il carcere, ma in un caso come questo non ci si finisce).
Inoltre le sarà richiesto di sottoporsi periodicamente ad alcuni esami medici ( capello e altro...).
Tutto questo sarà segnato sulla sua fedina penale.
Da adesso non è più incensurata.
Boom!
Se ci schiantavamo contro un palo, forse ci facevamo meno male.
Sono ancora sconvolto da questo episodio.
Abbiamo trascorso quella che ritengo una "normalissima" serata e di punto in bianco la mia amica si ritrova senza la possibilità di guidare per un tempo infinito con tutta una caterva di problemi che non finiscono più: il lavoro, come dirlo ai tuoi colleghi o anche solo ai parenti, fare la spesa o semplicemente andare a fare canottaggio il lunedì e ancora, la sicurezza per una donna sola di tornare tranquillamente a casa la sera, per non parlare della fedina penale - appartenente a quella che rimane una persona perbene - irrimediabilmente macchiata...
Penso che tutto ciò sia folle.
La legge ci rende uguali, ma nessuno di noi è uguale ad un altro.
Ognuno sopporta alcool e sostanze con modalità quasi contrapposte.
Per di più anche se il verdetto della macchina è stato inesorabile, noi eravamo entrambi lucidi, come se ci fossimo appena alzati al mattino.
Fortunatamente alle 3.30, dopo aver chiamato il mondo, ho trovato uno dei soci del Fluido che non beve d'abitudine ed è venuto a rimuovere l'automobile.
Hanno fatto l'etilometro anche a lui e poi abbiamo riportato l'auto sotto casa della mia amica, dove non potrà essere utilizzata da nessuno per almeno 6 mesi.
MI hanno chiesto se anch'io avessi bevuto, gli ho detto di sì, ma che comunque non avevo la patente: anche nel mio caso mi avrebbero tolto dei punti.
Alle 4 ho riportato in taxi il nostro salvatore notturno al Fluido.

L'ho accompagnato nel locale.
Il club era caldissimo e Jerome Sydenham è stato un vero trascinatore della pista.
Ora mi sto preparando ad affrontare un weekend...decisamente da dimenticare.
Di vespa (del 29/11/2007 @ 01:34:17, in Il blog, visitato 558 volte)

E' iniziata ieri sera presso lo Spazio Azimut la raccolta di firme per opporsi alla vendita di Villa Capriglio.
Infatti, con una mossa a sopresa, l'amministrazione cittadina ha annunciato di aver ceduto la nota sede dell'Associazione "I Leonardi" ad un fondo immobiliare.
Io ho firmato.
In primo luogo perchè è un posto a cui sono molto affezionato e sinceramente non vorrei che il Parisi o la Franco Costruzioni di turno ci mettano sopra le grinfie.
E poi, cosa alltrettanto fondamentale, perchè è un centro che con pochi mezzi, molto entusiasmo e senza nessun tipo di indirizzo politico-ideologico ha sempre fatto attività culturali accogliendo idee e progetti da ogni parte della città e non solo.
La villa non deve chiudere.
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