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Benvenuto nel blog di Fabrizio Vespa:

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Di vespa (del 02/05/2010 @ 04:24:08, in Il blog, visitato 84 volte)


Bambini con il pugno alzato e la maglietta del Che al corteo del 1 Maggio davanti a Palazzo Madama a Torino.
 
Di vespa (del 01/12/2009 @ 07:23:50, in Il blog, visitato 276 volte)
Ieri sera ho intervistato Beppino Englaro al Forum della Fnac per presentare il suo libro "Vita Senza Limiti - La morte di Eluana in uno Stato di Diritto".
Ci eravamo sentiti al telefono il giorno prima per conoscerci un attimo e mi aveva sorpreso la sua preoccupazione per il fatto di dover entrare a Torino, come se avesse paura di perdersi o non riuscire a raggiungere via Roma.
Non avendo la patente, gli ho detto in caso di problemi di chiamare Francesca della Fnac.
E per andare sul sicuro gli ho chiesto di vederci mezz'ora prima dell'incontro.
Il meteo della serata era  di quelli che non ti fanno amare la città per niente.
Tant'è che anche Il forum si è riempito a fatica.
Poi è arrivato Beppino con un gran sorriso.
Ha lasciato la macchina in corso Giulio Cesare e ha preso il 4.
E' una persona dal fisico asciutto, con un volto disteso in cui ci sono due occhi molto espressivi, più espressivi della norma forse, e un paio di rughe isolate, ma nette, che li costeggiano.
Ci ha dato  la sensazione immediata di una persona molto aperta.
E sincera.
Prima di incontrarlo mi sono documentato il più possibile sul caso di Eluana e mentirei se dicessi che non sia andato alla presentazione non senza una piccola e persistente fitta allo stomaco.
Ho sempre trovato incommensurabile un dramma che si è protratto per 17 anni, durante i quali si sono avvicendati 9 sentenze e un decreto legge prima di arrivare alla sospensione delle cure.
Senza contare le conseguenze fisiche e psicologiche per Beppino e soprattutto la moglie Saturnia.
Mi sono sempre chiesto come fosse davvero una persona che ha attraversato tutto questo dolore a dispetto del quale per di più ha sfidato da solo l'opinione pubblica - non solo italiana - e i poteri forti del Paese sia politici  che religiosi.
E ora me lo trovavo davanti.
Nel libro parla delle sue origini, nella Carnia.
Dell'infanzia in montagna dove si fa una vita dura senza nessuna comodità.
Dovrebbe avere la statura di un gigante per tutto quello che ha fatto e sopportato.
Invece davanti a me ho una persona molto calma, sicura di sè e desiderosa più di ogni altra cosa di raccontare la propria vicenda e quella della propria figlia, da cui mi ha dato spesso l'impressione che non si sia mai distaccato.
Anzi direi che è proprio Eluana l'energia che lo muove e che lo spinge a raccontare.
Non vorrei sembrare banale, ma è come se lei e il padre, attraverso le sue parole, fossero una persona sola.
E questo man mano che la presentazione va avanti è stato  quasi palpabile.
La platea non è folta.
E la cosa penso non se l'aspettasse nessuno.
Soprattutto perchè l'ospite ci ha detto che le precedenti due presentazioni erano state gremite di gente.
L'ultima è stata a Milano.
Beppino comunque parla a ruota libera.
Non ho voluto invadere il suo spazio con le mie domande e l'ho fatto parlare il più possibile.
Fino quasi ad ora di cena.
Alla fine si è congedato con lo stesso sorriso con cui si è presentato.
Gli abbiamo chiesto se voleva essere accompagnato, ma lui ci ha detto che preferiva fare due passi.
Ci siamo salutati.

Qualcuno parlerebbe di uomini straordinari....ma forse sarebbe più appropriato parlare di un amore straordinario.
 
Di vespa (del 01/09/2009 @ 17:11:55, in Il blog, visitato 203 volte)


Una troupe indiana gira un video-clip musicale nei pressi di Palazzo Reale
 
Di vespa (del 11/04/2009 @ 13:16:54, in Il blog, visitato 425 volte)
Dal blog di Andrea Pomini:

Fermata con 8 chili di cocaina la segretaria della Lega

09 aprile 2009 -  Erano di ritorno dal Brasile ma al posto dei souvenir sono rinetrati con 8 chili di cocaina nascosti in vaschette di carne per il "churrasco".  Una coppia di italiani è stata fermata e poi arrestata all'aeroporto di Lugano in Svizzera per traffico internazionale di stupefacenti. Ma di stupefacente c'è anche che la donna fermata non è un'illustre sconosciuta. Anzi. Si tratta infatti, della segretaria del gruppo parlamentare della Lega Nord a Roma. La cocaina, come ha affermato il commissario capo dell’antidroga Armando Scano a LaRegioneTicino, sul mercato si sarebbe trasformata in 200mila dosi.

http://soulfood.blogspot.com/2009/04/compagni-che-sbambano.html


 
Di vespa (del 02/12/2008 @ 02:15:38, in Il blog, visitato 724 volte)

Ieri sera sono andato vedere il concerto di Gino Paoli al Teatro Regio.
Lui è arrivato sul palco alle 23.
Prima di lui c'è stato Niccolò Fabi e gli Gnù Quartet che sono andati avanti fino alla fine della serata, organizzata per l'anno internazionale delle Persone Disabili.
Quando è entrato Gino è sembrato quasi di assistere all'ingresso di un effetto speciale, un po' perchè sofferente di sciatalgia che lo faceva muovere a scatti come un robot un po' per l'aspetto da vecchio cowboy genovese che sembrava realizzato da una produzione di truccatori di Sergio Leone e che incede con spavalderia consumata all'interno di un saloon decrepito e polveroso.
Dicevo, Gino è entrato da sinistra, sbucando da una fessura tra le quinte.
Ha attraversato lentamente tutto il perimetro del palco, superando a passo di lumaca, il quartetto, tutta la fila della sua band, fino a raggiungere il pianoforte dietro cui si è seduto, orgoglioso e silente come un grande capo indiano. Anzi no, direi come il generale Custer, prima della battaglia.
Tutto ciò senza guardare il pubblico plaudente.
Appena si siede, il silenzio scende sul teatro.
Si aggiusta il microfono, si guarda indietro, dice qualcosa al fonico...ancora silenzio.
Poi accarezza il piano ed emette le prime parole: "STEINWAY...& SON...che bel pianoforte...se Steinway sapesse che lo sto suonando...si rivolterebbe nella tomba...vabbeh.."
E attacca: "L'ispirazione...l'ispirazione è una cosa con cui mi hanno sempre rotto le scatole...chi vi parla di ispirazione vi racconta un sacco di palle...l'ispirazione non esiste, esistono solo delle situazioni e delle emozioni da raccontare...anche se, dovendo dirla tutta io ho uno spirito. Uno spirito dolce e simpatico, con il quale parlo a casa mia. Ho anche un fantasma in Toscana, un fantasma blu":
Inizia con "Fantasma Blu" a cui segue "C'era una volta una gatta" con il pubblico che batte immediatamente le mani...fuori tempo.
Dopodichè, preso bene dall'avere uno Stainway a coda sotto le mani si lancia: "Cosa ne direste se facessi un excursus nelle canzoni francesi degli annii '50, o negli argentini, i messicani...."
Tutti: nooooooooooooooooooooo!!!!
Premessa: Gino è quasi in trip perchè a causa della sciatalgia - che stava mettendo in forse la data - ha preso un cocktail di analgesici e antidolorifici a cui va aggiunta una bottiglia di Jack presente sul palco (grande!).
Inciso: a parte la sopresa iniziale a proposito della risposta del pubblico - io stavo per esplodere in un fragoroso sì a quella proposta di un 'excursus nella canzone francese - ho pensato alla triste solita storia per cui soprattutto i grandi artisti vengono imprigionati a vita dal pubblico in un unico genere.
Insomma, il pubblico costringe Gino Paoli a fare Gino Paoli.
Alla fine penso che questo atteggiamento sia una sorta di dramma - non potere fuggire al proprio canone -  forse allegro, perchè un  vero artista ci metterà in mezzo ironia e algida superiorità.
Quindi lascia cadere il discorso, senza fare una piega, merito degli analgesici probabilmente.
Tuttavia, non pago, si gira verso la sua band e dice, non microfonato : "Adesso vi frego..."
Ma anche la band lo stoppa, nessuna improvvisazione, nessun fuori programma per stasera.
Continua a cantare, partendo da alcuni temi a lui cari: il mare, la vita, la poesia.
"La poesia - racconta - non è una pagina scritta con un titolo sopra. Non la fanno quegli uomini con la barba...che anzi la barba adesso non ce l'hanno più, ma sono stupidi uguali...la poesia è nella strada, quel tipo di strada che sembra bagnata anche quando è asciutta...in quella strada al fondo della quale c'è un albergo..una albergo ad ore dove c'è un omino con gli occhiali spessi con i quali non vede più niente, frequentato da donne che fanno il mestiere più antico del mondo..."
Parte "Albergo a ore", una canzone che non avevo mai sentito e che ho trovato la più emozionante in assoluto.
Qui Gino Paoli è Nick Cave:

lo lavoro al bar
d'un albergo a ore
porto su il caffè
a chi fa l'amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali,
non le vedo più
manco con gli occhiali...
Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti !
M' han chiesto una stanza
gli ho fatto vedere
la meno schifosa,
la numero tre !
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro,
gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso !
lo lavoro al bar
di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l'amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali
non le vedo più
manco con gli occhiali !
Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta
in quel grigio mattino,
se n'erano andati,
in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto .
Lo so, che non c'entro, però non è giusto,
morire a vent'anni e poi, proprio qui !
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l'ultimo viaggio l' han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone !
lo lavoro al bar
d'un albergo ad ore
portò su il caffè
a chi fa l'amore...
lo sarò un cretino
ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno
la chiave del tre !

Finito il pezzo, riagguanta il microfono e ci riprova: "Ma che ne direste se facessi un pezzo messicano..."
Non aspetta neanche la risposta del pubblico e prosegue: "Vi ricordate quel film, dove Troisi canta a mia figlia "Yesterday" dei Beatles? Quel passo lì è geniale, perchè fa capire che certe canzoni non sono più tue, ma sono di tutti. Ecco...adesso ci sarebbe "Sapore di Sale", ma mi vien da ridere al pensiero che debba farla io, dovete farla voi! Anche se lo so che voi torinesi siete come gli amici dei genovesi seri...sù, tirate fuori la voce, liberatevi...."
La band suona le note del celebre brano, il pubblico inizia a cantare, dopo 10 secondi Gino blocca tutto e precisa: " Il coro si chiama coro proprio perchè tutti cantano insieme, giusto?"
Fa la canzone come andava fatta.
Il concerto fila fino alla mezzanotte.
Nel finale presenta tutti i musicisti e se ne esce verso un altro buchetto sul lato destro del palco.
Il presentatore lo richiama a gran voce, ma lui niente, cerca di guadagnare imperterrito l'uscita.
Lo blocca un tecnico, ritorna indietro, fa vedere il muso per un ultima volta e scompare.
Un mito... Gino è l'ultimo vecchio figo.

 
Di vespa (del 12/10/2008 @ 04:13:40, in Il blog, visitato 359 volte)

   

Pochi sanno che da alcuni giorni ha inaugurato a Palazzo Barolo una mostra molto interessante dedicata all'arte della calligrafia giapponese. Si chiama SHODO e sarà visitabile fino al 23 novembre.

   

Nella stessa zona, a meno di 100 metri, è stata allestita in piazza Palazzo di Città un'esposizione realizzata dallo IAAD. Questa è una cattivissima Mustang disegnata da Pininfarina.

    

L'opera ideogrammatica in questione, ingrandita nel dettaglio, si chiama guarda caso proprio Formula Uno e si trova subito all'inizio del percorso di Shodo.

 
Di vespa (del 28/09/2008 @ 02:02:37, in Il blog, visitato 311 volte)
  
 
Di vespa (del 28/08/2008 @ 02:27:46, in Il blog, visitato 478 volte)

Questo è il periodo peggiore.
Perchè ritornano le tipe
e sono tutte abbronzate.
Sono tutte abbronzate e lo vedi
che dietro di sè si portano ancora:
la polvere fracassona della spiaggia,
la scia oleosa delle protezioni solari che non ne hanno sbagliata una neanche a pagarle
e l'andazzo cammellante del lungomare agostano tutto falò, chitarra ciellina e bagni nudi di mezzanotte.
Lo senti che sotto quelle gonne a ventaglio indiane o tailandesi,
che dentro quelle pianelle in saldo alle Gru e quei sandaletti presi sulle bancarelle di Mykonos,
poggia tutto il carico ansioso dei mille inviti 
per farti vedere le foto delle loro vacanze
fatte con la digitale.
Ed è già tutto un pullulare di incontri nei dehors...
è già tutto un "becchiamoci che ti devo raccontare del catamarano in Sardegna!"
Le tipe - è cosa nota - sono spietate.
E finchè dura, anche a costo di diete,
ti sbatteranno in faccia la propria tintarella.
Fino alla nausea.
Fino a Natale che poi se la vanno a rinforzare a Sauze.
Così che quando te ne starai al buio,
prima di addormentarti,
penserai:
"Cazzo! Ma non mi sono abbronzato neanche un po'...qui a Torino..."

 
Di vespa (del 06/08/2008 @ 03:56:13, in Il blog, visitato 423 volte)

"I bambini non si avvicinano perchè hanno paura degli scarafaggi."
Mi accoglie così Dorina, una signora rumena dall'aria solare, stringendomi la mano.
"Hanno fatto la disinfestazione da poco e sono usciti fuori degli scarafaggi giganteschi."
Oggi è stato il giorno più caldo dell'anno, lo ha detto il telegiornale e anche questa notte c'è un caldo insopportabile.
I bambini rimangono sugli scalini della veranda, illuminata da una luce incerta.
I bambini saranno cinque o sei e non muovono un passo.
Ci guardano da lontano.
Quello che sembra Il più piccolo in assoluto, un ragnetto con solo un paio di mutande bianche, prende coraggio e si lancia di corsa verso di noi.
Al traguardo, rimane un po' spiazzato dal cestello di mayonese che gli diamo al volo appena arriva.
Dietro di lui segue a ruota la sorellina.
Ci carichiamo la roba in spalla e arriviamo in casa.
Questa comunità ospita diverse famiglie che vivono in condizioni disagiate, soprattutto mamme con i propri piccoli.
Una bimba che avrà 8 anni tiene in braccio un neonato, ma insieme non superano l'altezza della mia cintura.
Sono timidi, mi salutano quasi vergognandosi.
Solo più tardi, pensando alle loro facce silenziose, ho capito che non devono avere molti motivi per sorridere.
Attraversiamo un corridoio interminabile con le pareti dipinte di un arancione consumato.
Sul lato destro ci sono le stanze, quasi  tutte aperte e quasi tutte vuote: gli abitanti ci seguono in fila indiana.
Percorrendo questo tubo digerente sento che il fondo dello scatolone - inzeppato di formaggi, mozzarelle, prosciutti, brioches surgelate e altro - sta cedendo.
"Fra poco sposteremo la cucina, non bisognerà più fare questi kilometri."
Sono alle spalle di Dorina mentre lei continua a parlare.
Dorina si occupa di mandare avanti la comunità e adesso fa il turno di notte, ha tenuto tutti svegli fino a quest'ora per aspettare il nostro arrivo.
Anche per questo non mi levo dalla testa il pensiero scomodo di sembrare una specie di Babbo Natale.
Finalmente la cucina.
E' l'una di notte.
Facciamo una piccola catena umana per svuotare le varie scatole e chiudere il cibo nei frighi.
I frighi in pratica erano deserti a parte una confezione di wurstel.
Non ci vuole molto tempo per smaltire il carico.
Ritorniamo indietro e Dorina mi illustra meglio gli spazi.
"Ecco questa è la sala dei giochi con la televisione, ma la televisione non funziona più da mesi."
"Questo invece è il nostro ufficio."
"Di qua dovrebbero costituire l'ala nuova."
Siamo di nuovo sulla veranda d'ingresso, saremo stati dentro tre minuti.
Ci salutiamo, senza particolari emozioni apparenti.
Saliti in auto la mia accompagnatrice mi racconta che Dorina lavora anche in comunità più difficili.
Quelle dove ci sono i bambini che non hanno nessuno.
Molti magrebini.
Baby pusher che hanno denunciato i propri sfruttatori e che i propri sfruttatori continuano a cercare per fargliela pagare.
Bambini rom che sono scappati dalle loro famiglie perchè non volevano andare a mendicare e che i genitorii fanno di tutto per riprendersi, anche a costo di accoltellare un'assistente sociale.
Mi parla di come funzionano le comunità.
Penso alle facce che non conosciamo del nostro mondo.
Penso che se a qualcuno cresce un televisore in più bisognerebbe portarlo a Dorina.

Se qualcuno di voi ne ha uno in buone condizioni mi scriva a vespa@nogravity99.com.

 
Di vespa (del 30/05/2008 @ 04:29:22, in Il blog, visitato 532 volte)

       

Murazzi - banchina del Po - dehors Jam Club

       

Ponte della Gran Madre - sulla linea 13

 
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Titolo

 

2010

I cattivi dj's vanno all'Inferno


Titolo

Radio Popolare di Milano corrispondente per Zoe
Radio Centro 95 corrispondente per Cocina Clandestina




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